Motori
- Pubblicato da Bruno Bertucci
Il primo capitolo stagionale della Formula 1 sicuramente è uno spot per chi ama gli eventi passionali. Equilibri che cambiano e che si alternano, prime indicazioni di deja vu come se qualcosa fosse stato già visto.
La sensazione di avere lo stesso epilogo della passata stagione ma con protagonisti diversi e quella morsa allo stomaco che aveva fatto intravedere qualche suggestione. Quelle farfalle nella pancia ad inizio corsa per chi ha letto Kimi Antonelli ed una prestazione maiuscola che lo ha accompagnato al secondo posto, pilota più giovane di sempre a prendersi il gradino centrale del podio in un Mondiale (certo è ancora la prima gara, però che bellezza). La palma di vincitore la conquista George Russell che con un’astronave è riuscito a seminare il panico e a distanziare tutti gli avversari.
- Pubblicato da Bruno Bertucci
L’Albert Park aprirà il sipario per la nuova stagione del massimo circus con l’attesa che sale ora dopo ora per vedere chi riuscirà a spingere il gas per cominciare al meglio la stagione motoristica.
Circuito modificato a Melbourne per rendere le gare più veloci e più avvincenti. L’esordio del torneo si preannuncia avvincente con nuove speranze all’orizzonte, da vedere fin da subito se ciò che viene detto è mera strategia o la pura realtà. Gli appassionati si vogliono fidare di ciò che ascoltano ma la razionalità si trascina a sè la voglia di vincere ad ogni costo, anche rimembrando avvenimenti di Collodiana memoria. La McLaren che dichiara come Mercedes e Ferrari siano un passo avanti a loro, proprio i campioni del mondo con il Vincitore del suo primo iridato fanno un passo indietro (mediatico?). Snobbano Max Verstappen, errore colossale, ma non lasciano spazio ad indugi quando si parla di rivalità. Dall’altro lato Lewis Hamilton tranquillizza i tifosi del Cavallino dicendo che grazie a loro è tornato la leggenda che tutti conoscono.
- Pubblicato da Bruno Bertucci
I cambiamenti che fanno paura, forse perché chi è innamorato non ha bisogno di innovazione. La crescita emotiva e la maturità fa bene ma perché andare a toccare valori fondanti rischiando di far diminuire il sentimento? Parliamoci chiaro, chi ama lo fa incondizionatamente sfidando qualsiasi avversità. Le difficoltà vengono superate insieme, mano nella mano, in questo caso accelerando con la propria macchina di chilometro in chilometro. I giovani non si stanno pronunciando ed anzi criticano aspramente il mood comunicativo dei più esperti.
- Pubblicato da Bruno Bertucci
Con il mondiale dietro l’angolo aumenta anche la competizione e la tensione agonistica. Mediaticamente è importante non perdere la bussola, soprattutto in un’epoca del genere ove vogliono farci credere che le parole valgono spesso più del contenuto.
Assurdo se si pensa alla quotidianità. Correre in macchina significa voler vincere ed essere un pochino folli, anche l’ultimo classificato ha come obiettivo di arrivare al primo posto. Le pizzicate pubbliche, gli scontri verbali che si trasformeranno in duelli in pista non fanno altro che alimentare quella sana competizione che tutti apprezzano per aumentare la competitività del movimento motoristico.
- Pubblicato da Bruno Bertucci
Manca poco più di un mese all’inizio di un Mondiale che cambierà la storia di questo sport, le vibes che si respireranno in Australia stanno già inebriando tutti gli appassionati da tempo.
Le prime prove in Catalogna non hanno potuto fare altro che incentivare l’attesa dei semafori che si spengono. Acceleratori carichi e piloti pronti a dire la propria. Dalla Mercedes all’Aston Martin sono stati più di diecimila i chilometri percorsi dalle autovetture. La scuderia ove corre Fernando Alonso è stata il fanalino di coda per diverse problematiche, dietro neo-arrivate Cadillac ed Audi. La McLaren campione del mondo non ha girato moltissimo ma è legittimo visto che ha dominato per due stagioni consecutive il massimo circus. Ci attenderà nuovamente la sfida interna tra Oscar Piastri e Lando Norris, scelte strategiche importanti che due anni fa hanno letteralmente lanciato alle ortiche la certificazione dell’iridato per un pilota mentre lo scorso per poco non facevano compiere l’impresa a Max Verstappen.
- Pubblicato da Bruno Bertucci
L’amore che va oltre ogni aspetto è una di quelle dinamiche che traina il motore della passione.
In attesa dell’inizio della stagione chi ama le autovetture del massimo circus ha avuto modo di rimanere estasiato nel vedere la bellezza su quattro ruote. I piloti stessi, ogni anno, rimangono incantati nel vedere le livree quasi per paura di sporcarle si avvicinano cautamente. Pensare che al proprio interno percorreranno chilometri su chilometri, alla ricerca dell’archè sportivo pronti per esaudire i loro desideri, sperando coincidano con quelli dei tifosi. La Formula 1 è tutto questo, non sono solo macchine che sfrecciano ma sono storie che si susseguono sulle piste di ogni dove, per il globo e nel globo, cercando di raggiungere quei sogni tanto agognati. Il velo che si alza, la curiosità di appassionati e atleti e quella voglia di raccontare le aspettative, bagnata da un po’ di razionalità. Ci pensano proprio i dirigenti a tirare il freno a mano, troppo complesso far parlare chi vive di emozioni, si rischia di donare false speranze a tutti quanti. Scelte e strategie, come fosse una partita di scacchi, arte e musica, come fosse un’uscita romantica.
- Pubblicato da Bruno Bertucci
Dal numero uno al numero tre, con il pennello in mano pronto a dipingere la stagione della svolta.
La nuova livrea della Red Bull è incredibilmente bella e Max Verstappen vuole portare la sua signora sul trono come fosse la reginetta del ballo. Lo scorso anno solo un’astronave riuscì a superare il pilota nederlandese, anche se nella fase finale neanche il fato avrebbe potuto fermarlo. Proprio come una coppia di innamorati, scuderia e atleta cercano di ricucire il gap mancante sapendo che dalla loro unione possono asfaltare tutti i gran premi globali. Pole position e vittorie, prestazioni costanti con la consapevolezza di essere uno dei migliori della storia.
- Pubblicato da Bruno Bertucci
Quando Platone decantava il sentimento più nobile di tutti si è precipitato a raccontare come l’amante sia più bello dell’amato.
Veder correre Charles Leclerc regala le stesse sensazioni, soprattutto per chi ha a cuore il fattore emozionale. Numeri, statistiche, trofei e titoli sono tutti necessari per chi vive di meri risultati ma a cosa servirebbe l’attività sportivo se non regalasse emozioni? Il vedere sfrecciare il monegasco non lascia spazio ad interpretazioni di alcun tipo, con quell’alone di mistero e di empatia che lo accompagna in ogni suo gran premio. Una relazione messa a paragone con il numero 16, chi non lo apprezza probabilmente non conosce la poesia o ne ha paura.
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