- Pubblicato da Fiorella Ialongo
“La vera differenza non é tra chi crede e chi non crede, ma tra chi pensa e chi non pensa” (Norberto Bobbio).
Il motto di questo anno giubilare é “Pellegrini di speranza”. Ma...ha un valore il secondo termine oppure é qualcosa di effimero? Facendo una galoppata nel tempo troviamo che Aristotele definì la speranza «un sogno fatto da svegli», Diogene di Sinope scrisse che «le speranze sono i sonniferi dei nostri dolori». Cicerone con “dum anima est, spes est” anticipò il “finché c’é respiro, c’é speranza. Coraggio!” di D’Annunzio. Mentre Leopardi compose «O speranze ameni inganni…», Leonardo Sciascia scrisse che «ad un certo punto della vita non è la speranza l’ultima a morire, ma il morire è l’ultima speranza».
- Pubblicato da Fiorella Ialongo
Gli antichi Egizi li chiamavano “figli degli Dei”, gli Aztechi ed i Maya denominavano una varietà “carne divina”, e sono probabilmente legati all’origine della leggenda di un vecchietto barbuto che, da fine novembre fino al 6 gennaio, impazza su una slitta che vola.
Di cosa stiamo parlando? Dei funghi. Questa forma di vita é stata anticamente ritenuta misteriosa, avvolta da un alone di magia ed una porta verso la spiritualità, come confermato dall’uso sciamanico di una data varietà presso alcune popolazioni scandinave. Tali credenze hanno avuto verosimilmente origine dal fatto che i funghi pare nascano dal nulla, non hanno radici, foglie, fiori, hanno assicurato sostentamento ma anche provocato effetti allucinogeni a uomini ed animali e causato la morte a raccoglitori poco accorti. Alcune specie di funghi, inoltre, possono subire una metamorfosi cromatica, ovvero variare di colore con il semplice tocco; altre specie sono luminescenti, cioé emettono una “luce” di notte mentre altre varietà possono essere viste crescere in pochi minuti.
- Pubblicato da Redazione
Dal 25 novembre al 6 dicembre 2025 Palazzo Valentini ospita la mostra Felice Pedretti. In interiore homine, a cura di Claudio Strinati, con la collaborazione di Federico Strinati, ed il patrocinio della Città Metropolitana di Roma.
L’esposizione presenta 36 opere tra dipinti e disegni realizzati da un artista che da anni porta avanti una pittura in controtendenza, fatta di silenzio, tempo lungo, equilibrio.
Il titolo — tratto dalla celebre frase di Agostino d’Ippona “In interiore homine habitat veritas” — riassume perfettamente la poetica di Felice Pedretti, che non cerca l’esteriorità ma l’essenza, non l’immagine che urla, ma quella che interroga.
- Pubblicato da Redazione
Continua la programmazione autunnale di Pavart gallery con la mostra personale "SGUARDI" di Roberto Di Costanzo curata da Velia Littera, che inaugura a Roma il 12 novembre 2025, Sarà un percorso espositivo che esplora lo sguardo, il primo linguaggio dell’anima.
Prima ancora della parola, prima del gesto, gli occhi custodiscono e rivelano il mistero dell’essere umano, la sua fragilità, la sua forza, i segreti più taciuti e le emozioni più improvvise.
Nella ricerca artistica di Roberto Di Costanzo, lo sguardo non è un dettaglio anatomico, ma un varco. È l’apertura verso l’altro, il punto in cui l’osservatore incontra non soltanto il ritratto, ma anche sé stesso. Le pupille e le iridi che popolano queste tele e questi disegni sembrano vibrare di vita propria, ci seguono, ci interrogano, ci accolgono o ci respingono.
- Pubblicato da Redazione
Appuntamento a giovedì 6 novembre, alle ore 18.00 presso la Galleria ARCA DI NOESIS a Roma, che vede la presenza di Andrea Di Consoli, scrittore e giornalista e Mario Lavia, critico letterario, per parlare del nuovo libro “Il bianco non è un colore” di Licia Ugo, regista Rai e autrice di racconti di successo. L’attrice Natalia Simonova leggerà alcuni brani del libro.
La presentazione del romanzo si terrà in via Ostilia 3-B - Colosseo Roma, curata dalla manager culturale Sylvia Irrazábal, con la presenza di giornalisti scrittori e artisti.
“Il bianco non è un colore” (Affiori-Giulio Perrone editore) è un romanzo che già nel titolo si sposa con l’arte, e partendo dal bianco, dal non colore che anche nel mondo artistico trova un ampio spazio creativo, racconta la storia di “un cuore migrante in cerca di verità, che porta la protagonista a muoversi come una falena nella notte, alla ricerca di quella luce che dovrebbe e potrebbe aprirle gli occhi”.
- Pubblicato da Fiorella Ialongo
L’arte contemporanea é in continua a evoluzione, rompendo schemi e sfidando convenzioni. In questo universo ogni opera è un invito a riflettere, sperimentare e dialogare con la realtà che ci circonda. Qualunque sia la propria idea di arte contemporanea, essa offre nuovi stimoli per capire meglio il nostro tempo.
Nello stesso tempo, essa é una importante e potente palestra per imparare cosa significa fare davvero: capire i materiali, i tempi, la fatica. Questo é vero soprattutto tenendo conto del fatto di essere a volte sommersi da tanta immagine, innumerevoli racconti, ma pochi contenuti. L’arte contemporanea, pertanto può essere considerata un potente linguaggio in grado di sottolineare quanto sia fondamentale il contenuto rispetto al contenitore.
- Pubblicato da Bruno Bertucci
Dodicimila abitanti che nella stagione estiva si moltiplicano per ammirare le meraviglie storico-culturali italiche regalate a chi ha il piacere di stanziare a Locri.
A pochi chilometri da una delle città più importanti della Magna Grecia. Uno dei comuni più caratteristici della zona ionica del reggino è stato il teatro del tornei di basket “DaBoss”. La cultura del gioco di strada, quel fattore emozionale che riesce ad intrattenere i più nostalgici sporiivi - e non - il tutto condito da stand gastronomici e musica. Un festival che è durato qualche giorno, con vista lungomare. L’evento è stato un ottimo esempio di collaborazione tra attività sportiva e istituzioni con un business to public che ha visto la sua massima espressione. Giovani e meno giovani che si sono uniti nel portare avanti un torneo che ha visto squadre giungere in Calabria da tutta Italia, con una compagine arrivata dagli Stati Uniti d’America (la patria della pallacanestro) precisamente da Long Island, New York. Una competizione che ha visto gli atleti sfidarsi in un tre contro tre, proprio come le pellicole dei film oltreoceano ci deliziano. Un sogno diventato realtà grazie all’eccelsa organizzazione.
- Pubblicato da Redazione
“Io sono Tu sei”: un faccia a faccia sorprendente tra Cinzia Bevilacqua e Ferdinando Fedele. Due artisti di indiscusso talento, preparazione, esperienza, che nonostante utilizzino un diverso linguaggio sono stati capaci di creare un dialogo, spontaneo ed interagente. Stili, tecniche, tematiche in un raffronto intrigante grazie ad un curatore di riconosciute esperienza ed abilità, Claudio Strinati. Un evento da non perdere accolto dalla Galleria La Pigna e dal Palazzo Maffei Marescotti, nota costruzione seicentesca ubicata nel Rione Pigna, in angolo tra via dei Cestari e via della Pigna, e contiguo alla Chiesa delle Santissime Stimmate di San Francesco.
L’exhibition “Io sono Tu sei” unisce la pittura - forma specifica di arte visiva – di una appassionata Cinzia Bevilacqua, all’ arte visiva ispiratrice di Ferdinando Fedele. La visione è per entrambi mezzo di espressione e veicolo di profondi messaggi.
Bevilacqua usa il pennello per raccontarsi al mondo, e raccontare il mondo ai suoi estimatori. Fedele preferisce la performance, l’incisione e la grafica – e derivati di indagine sulla fotocalcografia, sull’offset e sulla cianotipia, nonché approcci verso la stampa digitale e lo stencil - per far comprendere la sua ricerca artistica a chi guarda.
- Pubblicato da Fiorella Ialongo
Sono passati poco più di 70 anni dall’uscita di uno dei capolavori di Charlie Chaplin intitolato “Luci della ribalta”, vincitore di un Oscar per la miglior colonna sonora.
Il film ha una trama che può essere emblematica della possibilità di darsi sia a se stessi, che reciprocamente, la speranza e la sicurezza. La vicenda della pellicola ha i suoi momenti salienti su un palco, che sottolinea il rapporto che la ribalta genera tra colui che vi sale ed il pubblico...
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