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Il nuovo film di Domenico de Feudis, Il legame, da poco su Netflix, è un horror estremamente italiano, che vede protagonisti Riccardo Scamarcio, Mia Maestro e Giulia Patrignani. Dall’esoterismo perduto della Puglia nasce un horror magico, quanto inquietante, con cui abilmente il regista rappresenta alcune credenze popolari.

Il film si apre proprio con una schermata nera che ci vuole spiegare la nozione di Fascinazione, ripresa dall’opera Sud e Magia di Ernesto De Martino: “La fascinazione è una condizione psichica  di impedimento e di inibizione, e al tempo stesso un senso di dominazione, un essere agito da una forza altrettanto potente quanto occulta, che lascia senza margine l’autonomia della persona, la sua capacità di decisione e di scelta”.

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Martin Eden, è questo uno dei nuovi titoli proposti dalla piattaforma Netflix e resi disponibili nel mese di marzo. Il film, uscito nelle sale nel 2019 e diretto da Pietro Marcello, vede come protagonista l’affermato attore Luca Marinelli, già noto al pubblico per film come Non essere cattivo e Lo chiamavano Jeeg Robot, film per il quale vinse il David di Donatello per il miglior attore non protagonista.

Il film è stato presentato in anteprima il 2 settembre 2019 alla 76ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, facendo aggiudicare a Marinelli la Coppa Volpi per la miglior interpretazione maschile. L’opera è stata un vero e proprio successo negli Stati Uniti. La celeberrima rivista Rolling Stone lo ha definito “un capolavoro italiano”, per The New York Review è stato “come un fulmine a ciel sereno traboccante di idee, come il suo eroe”.

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Il Sindaco Mario Occhiuto del comune di Cosenza, si congratula con la produzione e il regista del cortometraggio "The Keepers", girato al Castello Svevo di Cosenza, per la partecipazione alla selezione per le nominations del David di Donatello.

“Siamo molto felici che un cortometraggio girato nella nostra città, peraltro nel nostro monumento simbolo, il Castello Svevo, ed evocativo della figura dell'imperatore Federico II di Svevia, partecipi alla selezione dalla quale scaturiranno le nominations al prestigioso premio cinematografico David di Donatello”.

Lo afferma il Sindaco Mario Occhiuto che ha commentato con compiacimento la notizia della partecipazione di “The Keepers”, il cortometraggio prodotto dalla Redfin Production di Cosenza e con il patrocinio dell'Amministrazione comunale, al David di Donatello, l'Oscar del cinema italiano. 

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Chi è Enola Holmes (Millie Bobby Brown)? Il cognome ci suggerisce una parentela con il noto investigatore Sherlock Holmes (Henry Cavill) e l’altrettanto intelligente Mycroft (Sam Claflin),  di cui è la sorella minore; la sua storia però non ha nulla a che fare con lo studio 221B di Baker street.

Non dobbiamo confondere Enola Holmes con la Eurus Holmes della serie BBC con Benedict Cumberbatch: anche quella sorella, come d'altronde la stessa Enola, è una creazione postuma ai romanzi di Arthur Conan Doyle.

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«Io mi ricordo (A m'arcord). Lo so, lo so, lo so, che un uomo a cinquant'anni ha sempre le mani pulite e io me le lavo due o tre volte al giorno, ma è soltanto se mi vedo le mani sporche che io mi ricordo di quando ero ragazzo».

Proprio da questa poesia di Tonino Guerra, il cui testo originale è in dialetto romagnolo,  nasce uno dei “fellinismi” più noti, che hanno  indelebilmente arricchito la lingua italiana, Amarcord: “s. m. [voce romagnola., propriamente «io mi ricordo», dal titolo dell'omonimo film del 1973 di F. Fellini]. – Ricordo, rievocazione nostalgica del passato: quando ci siamo rivisti abbiamo fatto un lungo amarcord”.

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Animali e uomini, una storia antica quanto l’evoluzione, un legame che in molti casi intreccia sentimenti di amore e di amicizia. Sono proprio queste le testimonianze al centro della terza edizione del Pet Carpet Film Festival, la rassegna cinematografica internazionale dedicata al mondo animale.

Ideata dalla giornalista Federica Rinaudo, che cura anche la direzione artistica, la kermesse, con il patrocinio di Senato della Repubblica, Camera dei Deputati, Croce Rossa Italiana, Fnovi (Federazione Nazionale Ordine Veterinari Italiani), si pone lo scopo di informare, educare e sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di creare una società più rispettosa nei confronti degli animali.

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Venezia è più forte del virus e del 2020 e accetta anche una mostra del cinema più inusuale, all’alternativa di non farla. A differenza di tanti altri festival del cinema, Venezia c’è stata e ci ha dato una spinta in più verso la ripartenza.

Seppur tra mascherine, muri e distanziamento sociale, la mostra non ha mai smesso di tenere alta la bandiera del cinema, che, mai come nell’ultimo periodo di isolamento e di solitario sconforto nelle nostre case, si è rivelato essere uno dei nostri più fedeli compagni, quasi una spalla su cui piangere.

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Su otto film da regista ad appena 31 anni d’età Xavier Dolan non ha praticamente mai sbagliato nulla. E Matthias e Maxime – l’ottavo titolo dal 27 giugno su MioCinema.it e Sky PrimaFila – conferma l’assunto.

Dolan ancora una volta nel polittico regia-scrittura-montaggio-attore principale, conferma che l’immagine cinematografica è per lui qualcosa di naturale letteralmente a livello cellulare. Il regista torna ad ambientare la sua storia in Canada, a Montreal, e ad affrontare i temi a lui più cari: la ricerca della propria identità sessuale, il rapporto tra varie generazioni  e quello con la propria madre.