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Da aprile 2022 è apparso su Netflix un titolo che consigliamo anche ai più scettici verso fumetti e cartoni animati; di certo, dopo aver visto Apollo 10 e mezzo, vi ricrederete.

La pellicola di  Richard Linklater, regista di Boyhood, è un viaggio di avventura/sci – film di un’ora e mezza in Rotoscope; un uomo racconta la sua vita di bambino di 10 anni a Houston nel 1969, intrecciando elementi nostalgici al racconto fantastico di un viaggio sulla luna. Come recita il sottotitolo originale – “infanzia nell’era della conquista dello spazio”, questo è ciò che ci vuole raccontare il regista.

Houston, luglio del 1969. Stan, con il suo sguardo innocente ed incredulo, ci inizia a descrivere quell’estate della sua vita, come un lungo ricordo di giovinezza e nostalgia. è il 1969, un anno non del tutto anonimo. A casa risuonano i vinili dei Beatles, dei Monkees, degli Archies; si corre davanti alla televisione per seguire le interviste di Janis Joplin al David Letterman show, così come si vive come un evento imperdibile ogni puntata de L’isola di Gilligan, Strega per amore, The Beverly Hillbillies. La giovinezza è un’estate che non ha fine, una successione sfocata di sale da bowling, barbecue in giardino, partite di football, scherzi telefonici con la sigla di Hawaii Squadra Cinque Zero in sottofondo. La guerra in Vietnam è solo una cosa che accade in televisione, così come rivolte e attentati. Non fatichiamo ad immaginarci lo stesso regista, a 10 anni, alle prese con il passaggio ai telefoni con i tasti, o che si sia ritrovato con un ghiacciolo attaccato alla lingua, durante un torrido pomeriggio di luglio nella piscina pubblica. Si avverte la sensazione che tutto sia filtrato attraverso una vecchia e sbiadita fotografia scattata su pellicola Kodak.

Dietro questa patina rilassata ed estiva, che avvolge le immagini, si nasconde l’emozionata, e trepidante, attesa che ha animato ogni uomo durante quel luglio; ogni canzone, ogni film, gelato o cena, fa solo da cornice a quello che sarà l’evento storico che segnerà per sempre il 1969: lo sbarco sulla Luna. Nella Houston di quegli anni, l’emozione è ancora più amplificata; dalla vicina base della NASA, non è raro che si sentano rumori di motori, dovuti alle simulazioni per la missione nello spazio. Il tutto rende la cittadina un’ambientazione perfetta per un bambino dalla fervida immaginazione.

Il piccolo Stan, completamente rapito dalla missione sulla Luna, la NASA, e dalla fantascienza di 2001: Odissea nello spazio, immagina lui stesso di essere un astronauta alla scoperta dell’universo, e di essere l’artefice di quel piccolo passo, che diventerà grande per l’umanità. Il film si rivela essere qualcosa che è per metà ricordato, e per l’altra sognato. Apollo 10 e mezzo inizia come un viaggio nostalgico, una commedia su una classica famiglia americana, un lungo flashback nei territori dell’infanzia, alla fine degli anni ‘60. E finisce per diventare un omaggio all’immaginazione, personalissimo e insieme intenso, divertente, commovente.