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Tra l’infinito catalogo di film che ci offre Amazon video, è apparso un titolo che catturerà l’attenzione di molti. Si tratta di Suspiria (2018) di Luca Guadagnino, la rivisitazione della nota fiaba gotica di Dario Argento (1977), che si era ispirato alle pagine maledette del Suspiria De Profundis di Thomas De Quincey.

Toccare un classico di tale portata non è sempre facile, anzi, è soprattutto rischioso, per questo non sono mancati sguardi di perplessità nei confronti della pellicola. Sono due le vie possibili quando ci si accosta ad un classico: attenersi all’originale, pur sempre attualizzandolo, oppure farne una rilettura personale.  È chiaro che Guadagnino abbia scelto la seconda via.

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«Marcello come here!»: il 5 febbraio del 1960,  usciva il film che avrebbe segnato la storia della cinematografia italiana. 

Federico Fellini diventava artista del mondo. Anche se oggi La dolce vita è un classico, che tutti almeno una volta dovrebbero vedere, all’epoca venne accolto molto male, a detta di molti era: un degrado impietoso di Roma e, di conseguenza, dell'Italia. Il capolavoro di Fellini, come molti altri classici italiani, ormai è un cardine della cultura popolare. Tutti riconoscono  immagini  cult come quella di Anita Ekberg che, di notte, entra nella fontana di Trevi, la confusione dei paparazzi  e i locali notturni in via Veneto, la notte passata nei palazzi antichi di Roma, o lo sguardo giudice del “mostro” pescato sulla spiaggia.

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Il 23 maggio 1980 usciva nei cinema americani il cult per eccellenza, che ci ha fatto alloggiare per qualche ora nell’enigmatico Overlook Hotel: Shining. Dopo anni di ipotetici complotti lunari, messaggi nascosti ed inquietanti interpretazioni, festeggiamo il 40esimo anniversario del film di Kubrick, tratto dal romanzo di Stephen King (del 1977).

Per vivere a pieno questa ricorrenza fra corridoi, tricicli, gemelle e asce, abbiamo recuperato qualche interessante curiosità: dal  mistero della stanza 237 alla genesi delle gemelle Grady. Cosa pensereste se vi dicessimo che c’è uno stretto legame tra Shining e l’allunaggio del 1969? Secondo una teoria cospirazionista, la conquista della Luna è stata soltanto una grandissima messa in scena.

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In questo periodo di decreti, di isolamento, noia, e paura del contagio, probabilmente quelli che sono stati messi a prova più dura sono i nostri sentimenti.

Improvvisamente è arrivata la nostalgia di ciò che prima ci sembrava normale, quotidiano, e che forse davamo per scontato. La mancanza verso le persone a cui teniamo è diventata sempre più acuta, e anche le dimostrazioni d’affetto verso chi ci sta attorno si sono completamente dissolte. “Niente baci, niente abbracci”, questa è una delle tante regole che ci viene detto di seguire ciecamente, e non ha torto chi, infatti, parla di amore ai tempi del Coronavirus.

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La lunga carriera del noto attore sarà rivisitata dal 7 marzo fino al prossimo 29 giugno attraversando gli ambienti privati della casa e del giardino mostrando documenti inediti, oggetti, abiti, fotografie, video e curiosità. L'esposizione si prefigura come un'esperienza  totalizzante, un viaggio spettacolare alla scoperta dell’artista e dell’uomo, un ritratto completo in tutti i suoi risvolti e le possibili sfaccettature.

Dal 16 gennaio scorso ad oggi - da quando sono state aperte le prevendite -  in più di 10mila persone si sono prenotate per partecipare all'esposizione che si terrà nella villa romana del grande attore. "Il Centenario - Alberto Sordi 1920 - 2020" trasformerà la casa in un spazio abitativo da visitare fino al 29 giugno prossimo.

L'iniziativa non ha precedenti e intende coinvolgere il grande pubblico all'interno di due ambiti per far conoscere la figura del grande artista: il Sordi pubblico e il Sordi privato.

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Mancano poche ore all’evento che tutti i cinefili aspettano, anche durante questo febbraio siamo sempre più in clima Oscar, che nel 2020 si sono rivelati più vicini del previsto, rispetto agli  anni scorsi.

La 92esima cerimonia, infatti, si terrà stasera (ora italiana, o meglio nel corso della notte tra il 9 e il 10 febbraio), come sempre al Dolby Theatre di Los Angeles.

Come da pronostico, i film con più candidature sono: Joker di Todd Phillips, che vanta una quota di undici candidature, seguito da The Irishman di Martin Scorsese, nominato a sorpresa anche nella categoria effetti visivi, 1917 di Sam Mendes e C'era una volta a... Hollywood di Quentin Tarantino, tutti e tre con dieci candidature.

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Uno dei film con cui si apre il 2020,  e assolutamente da non perdere, è Piccole donne.  Il romanzo Little Women (1868-69) di  Louisa May Alcott, a cui si ispira il film, è sicuramente  uno dei libri  che gran parte del genere femminile riconduce alle letture della propria infanzia.

Ancora oggi, il romanzo è considerato un classico della letteratura per ragazzi,  in quanto il suo tema principale non solo è la famiglia e come gli insegnamenti dei genitori si riflettano sui figli, bensì la crescita e la trasformazione interiore da adolescenti ad adulti.

Come tutti sanno, il romanzo ha avuto numerosi adattamenti cinematografici, a partire dal primo del 1918  al penultimo del 1994, fino ad arrivare  al  Piccole donne dei nostri giorni, affidato alla regia di Greta Gerwig, che riporta sullo schermo le avventure delle sorelle March, riadattando le vicende dei due volumi: Piccole donne e Piccole donne crescono.

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Nel suo intenso percorso artistico Sergio Leone attraversa il mito, riscrive letteralmente il western e trova il suo culmine nel progetto di una vita C’era una volta in America. Titolo di un suo film che ha portato a parafrasare quello della mostra aperta al museo dell'Ara Pacis fino al 3 maggio prossimo

Quando si pensa al West o all'America e alle grandi produzioni sul grande schermo si pensa a Sergio Leone, maestro assoluto del genere.

Nato a Roma nel 1929  è stato un regista, sceneggiatore e produttore cinematografico italiano, riconosciuto universalmente come uno dei più importanti registi della storia del cinema, particolarmente noto per i suoi film del genere spaghetti-western.