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“Il Trio Bobo è quel piccolo ‘gioco’ dove noi possiamo ritrovarci a suonare quello che amiamo e che cerchiamo di difendere dal mostro della musica commerciale, dalla musica moderna che ormai non riusciamo quasi più a seguire. E’ una via di fuga che ci dà l’ossigeno e la motivazione per continuare a suonare con i nostri strumenti, a cercare di migliorare musicalmente, a metterci sempre alla prova. E’ una specie di laboratorio familiare…”

Nei giorni di tumulto nella scena musicale italiana, segnata dalla recente ufficializzazione dello scioglimento degli Elio e Le Storie Tese, troviamo due sesti del gruppo (il bassista Nicola ‘Faso’ Fasani e il batterista Christian Meyer, ai quali si aggiunge lo storico chitarrista di Paolo Conte: Alessio Menconi) impegnati nel progetto Jazz Fusion (e molto altro ancora) che prende il nome di Trio Bobo.

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Un ricordo della divina Callas a quant’anni dalla morte in Master Class, Terrence McNally ripercorre la vita, l’arte, l’ascesa e il graduale distacco dal mondo del grande soprano greco.

In questa piece, che debutta il 16 settembre, giorno in cui ricorre l’anniversario della morte di Maria Callas e che vede come interprete d’eccezione Mascia Musy – attrice intensa e raffinata capace di dar voce alla complessa personalità di un’artista dalle mille sfaccettature, al suo carisma e ai toni amari del declino di una carriera inimitabile - Terrence McNally focalizza l’attenzione sulle lezioni che la Callas tenne alla Juilliard School Music di New York, dopo essersi ritirata dalla scena.

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Rockin’1000 è un progetto nato nel 2015 dalla passione di Fabio Zaffagnini e di una manciata di ragazzi e ragazze di Cesena oltre a lui.

Il 26 luglio nasce "Romagna Calling the Foo Fighters", un’idea quanto mai ambiziosa: radunare mille musicisti e, attraverso una performance unica, convincere i Foo Fighters a suonare a Cesena, per la gioia dei “millini”. Al Parco Ippodromo mille musicisti sincronizzati tra loro suonano e cantano dunque Learn To Fly. Il video di quell’esibizione raggiungerà più di 39 milioni di visualizzazioni in poco più di due anni.

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Il concerto del cantautore calabrese Brunori Sas, che si è tenuto ieri sera all’anfiteatro dei Ruderi di Cirella, è stato ancora una volta il frutto dell’impegno della Fondazione “Lilli Funaro” che, stimolando grandi artisti dotati di particolare sensibilità e talento, raggiunge obiettivi importanti per la raccolta di fondi per la ricerca oncologica.

Prima di Brunori Sas altri grandi nomi, nel corso degli anni, si sono prestati a concerti benefici nella stessa atmosfera magica dell'anfiteatro dei Ruderi di Cirella: Pino Daniele, Samuele Bersani, Fiorella Mannoia, Malika Ayane, Niccolo Fabi. Già dai nomi si evince lo spessore e la sensibilità degli artisti coinvolti. Ieri sera "sold out" per Brunori Sas, che è vero che giocava in casa, ma proprio per questo motivo è riuscito a realizzare un concerto colmo di emozioni, familiarità, partecipazione e di forte coinvolgimento emotivo.

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Paolo Benvegnù si assume il compito di rompere il ghiaccio e ci riesce magistralmente, grazie all’esperienza e la classe consolidate nel corso dei decenni. Porta sul palco di Villa Ada H3+, album che segue Hermann e Earth Hotel nella trilogia che punta dritta all’anima di chi canta e dell’ascoltatore.

H3+ corrisponde non solo ad un’autocitazione relativa ai precedenti album della trilogia, ma anche e soprattutto allo ione triatomico d’idrogeno, definito come la molecola più comune nello spazio interstellare. È proprio qui che ci conduce questa metaforica astronave: nello spazio interstellare, guidati dalla voce di Benvegnù veniamo proiettati alla ricerca di un distacco, di una profondità, una lontananza che permettono un’analisi tanto lontana dalla terra e da noi stessi, quanto più legata alla nostra interiorità.

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La ventiquattresima edizione di “Villa Ada Roma Incontra il Mondo – Villaggi possibili” è ormai nel pieno del suo svolgimento: da ormai tre settimane e per tre settimane ancora, anche quest’anno propone un’enorme quantità di eventi musicali ed attività multidisciplinari.

Il festival, che fa parte del programma dell’Estate Romana, ha allestito infatti un programma ricchissimo, che si propone di dare risalto alla cultura in tutte le sue più variegate forme, economicamente accessibili a tutti e con una convinta adesione alle logiche del no profit.

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Anche la capitale assiste finalmente al cammino migratorio di Simon Green aka Bonobo: Il producer britannico torna in Italia per presentare il proprio Migration, ultimo lavoro di registrazione in studio pubblicato da Ninja Tune lo scorso gennaio.

In pochi mesi le dodici tracce del disco hanno fatto il giro del mondo, grazie alla fama acquisita da Green nel corso di una carriera che l’ha portato ai vertici della scena musicale elettronica internazionale. Ieri sera all’Auditorium Parco della Musica di Roma, dopo l’apertura del concerto da parte di L I M, Bonobo ha trasportato sul palco della rassegna “Luglio Suona Bene” l’elegante capacità compositiva e le sonorità ricercate, protagoniste dell’album.

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Zabatta Staila, insieme a Solfami', Jakky Di Nola, i Vana Spagna Duo e Marracaibo formano la "Zabatta Staila Crew".

Usano il dialetto cosentino e lo mischiano al rap raccontando gli usi, i costumi, le vicende e i luoghi comuni dei Cosentini, dei Calabresi in genere e non solo. La formula è il sarcasmo, l’ironia pungente a tratti surreale, la ricerca assidua di terminologie e parole a tutti note ma da pochi usate, la valorizzazione della tradizione popolare, riveduta e corretta in chiave moderna. Usano il giusto connubio tra video e audio, dando “uno stampo” riconoscibilissimo ad ogni lavoro.