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Stefano Reali (nella foto a destra con Maurizio Mattioli e Renato Giordano), regista, musicista e produttore, nasce nel 1957 a Frosinone.

Ottiene la maturità scientifica e si diploma al Conservatorio “Licinio Recife”, assecondando la passione che ha sin da piccolo per la musica. Si trasferisce a Roma dove trova lavoro come insegnante di solfeggio al Laboratorio di Arti Sceniche di Gigi Proietti, e trova la sua vera vocazione: fare il regista, iscrivendosi al Centro Sperimentale di Cinematografia, dove si diploma nel 1980.

In occasione della XXXIX Edizione del Festival “Benevento Città Spettacolo” (25-30 agosto 2018), organizzata dal direttore artistico Renato Giordano, Reali ci ha rilasciato la seguente intervista, al termine della proiezione del suo film “Il tramite”, nel Cinema San Marco a Benevento, interpretato dall’attore Maurizio Mattioli.

Nel film di stasera erano presenti le tre S dei cineasti americani: Sesso, Soldi e Sangue. Questi temi sono sempre presenti nei suoi film?

No, mai. Questo è un mio film molto diverso da qualunque altro.

Come nasce in lei l’idea di un film?

Diciamo che è la storia che mi piacerebbe vedere.

Qual è il segreto per girare un buon film?

Amare il cinema, amare la vita, amare le persone e studiare. Studiare tanto.

Un buon film deve trasmettere sempre emozioni?

Si. Il motivo per cui si va al cinema è quello.

La cosa più facile e difficile durante le riprese…

La cosa più facile è stata dirigere Mattioli, la cosa più difficile è stata dirigere Mattioli.

Qual è la situazione attuale del cinema italiano?

Lo frequento poco, perché faccio soprattutto televisione, però a me non piace molto. Alcune cose mi piacciono molto, ma molte non mi piacciono per niente.

Qual è stata la più grande soddisfazione della sua carriera?

Forse essere riuscito a fare questo film, anche se non lo ha visto nessuno, perché mi rappresenta tanto.

Programmi per il futuro…

Sopravvivere.