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Mister Spalletti ai microfoni di Roma Radio dopo le 8 vittorie consecutive e 2,5 punti di media in 10 partite.

Cosa rimane di Udine?

Tante belle cose. La squadra si è fatta trovare pronta, il primo pensiero va sicuramente a quello che è stato il riordinare le idee nella settimana e al farsi trovare pronti per il momento che stavamo attraversando.

Sul possibile contraccolpo Champions League

Spesso nel calcio  si verifica, purtroppo. Quando si arriva a queste partite qui ci tocca uscire perché affrontiamo dei colossi, mi è successo anche con lo Zenit. I giocatori, nella partita successiva, subiscono un po' il match di Champions.

 

Le tre immagini di Udinese-Roma

La prima è su come abbiamo condotto la partita, volevamo tenere il pallino in mano. Poi c'è sicuramente il momento nel quale abbiamo saputo soffrire, mettendo dentro più fisicità, forza e convinzione. L'ultimo è quando è entrato Pjanic, è la seconda volta che entra dalla panchina e senza il minimo dubbio fa quello che deve fare e lo fa bene.

Sul provare i movimenti in allenamento

Lo ha detto Florenzi? Non è vero nulla...i giocatori fanno i ruffiani (ride, ndr). La verità è che è la loro qualità a determinare le giocate e gli schemi. Senza avere quella facilità di farsi trovare 10 metri più avanti, cioè lo spunto che ha Florenzi, senza quello non ci sarebbe schema. Diciamola tutta. 

Ad Udine dovevamo prendere la partita in mano e siamo stati più forti. Era chiaro che loro tentassero di incastrarsi nel nostro modo di stare in campo, si vedeva che le loro situazioni tattiche erano pronte per essere modificate in base alle caratteristiche dei giocatori scelti. Noi poi li abbiamo costretti ai cambi di modulo creando risultati superiori.

Su Dzeko

Ha fatto una buona partita sotto l'aspetto dell'impegno e del contrasto, si è fatto trovare dentro al gioco di squadra. E' stato sfortunato all'inizio di testa però aveva scelto il tempo e lo spazio giusto. E' sicuramente un Dzeko diverso.

A che punto siamo del suo percorso?

Cerchiamo di metterci sempre qualcosa di più, chiedo molto ai calciatori. Meglio se chiediamo l'impossibile perché poi quando capita ci facciamo trovare pronti. Stiamo facendo delle belle cose ma penso ci sia sempre un margine per migliorare, l'attenzione va posta là: a qualcosa di nuovo. Quello che mi fa piacere evidenziare in questo periodo è la partecipazione giornaliera a vivere lo spogliatoio e l'allenamento; mi dà fiducia e mi fa guardare al futuro in maniera positiva.

Non c'è più paura di subire il goal

I giocatori si sono appropriati delle proprie qualità, bisognava riportarle in superficie. Quest'anno però il campionato è più competitivo di quello dello scorso anno; sono stati riportati dentro calciatori con valori importanti, facendo risalire il livello del nostro calcio.