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In un clima più che mai tropicale, sabato 15 luglio la prima edizione del Tropipop Beach Festival ha occupato la cornice del Blanco Beach di Fregene Marittima.

Nato dalla collaborazione tra Cheap Sound, Enoteca “Il Piccolo” e In Vino Veritas, l’evento ha portato sul palco alcuni dei nomi da tenere sott’occhio del panorama emergente romano e nazionale. Rompe il ghiaccio l’elettronica, che chiama in causa Ta Dah e WesMonk; è il turno allora di Iruna, che munita di un ukulele ed un vestito floreale riesce ad avvicinare ancora di più il Blanco Beach al miraggio tropicale che va agognando.

Sulla sabbia che non scotta più troppo, la line-up prosegue con i San Diego: basso, voce e tastiere per un suono anni ’80 tradotto in versione Indie italiana, che ripresenteranno sul palco del festival “Roma Brucia” il ventitré giugno, esattamente come anche i Mòn: uno dei gruppi emergenti più interessanti del momento, che avevamo già incontrato sul palco del C.S.O.A. Forte Prenestino per la prima data del loro Zama tour e che arriva a Fregene direttamente da tre date consecutive in Puglia.

I cinque ragazzi di Roma sbarcano carichi del contagioso entusiasmo con cui sono partiti ed ancora una volta riescono facilmente a trasmetterlo al pubblico, così che al tramonto si svuotano sdraio e ombrelloni per favorire la partecipazione e l’ascolto musicale.

Tra il bar ed il palco ormai si è creato un vero e proprio pubblico, che assiste ora alla carica dei So Does Your Mother e del loro Progressive Rock con contaminazioni Dance, che ha dato vita al loro eccentrico primo album Neighbours.

Dopo di loro è il turno dei Jonny Blitz, uno dei gruppi più affermati della rassegna, che nonostante qualche problema tecnico ha esibito numerosi brani tratti dai due album già pubblicati, ultimo dei quali Colpa del Sole per Maciste Dischi.

Senza troppi indugi a reclamare il palcoscenico arrivano i Beer Brodaz: oltre a regalare il loro ultimo cd (Nel Rispetto Della Quiete) non perdono occasione per dimostrarsi quattro ragazzi dotati di un talento e una simpatia degni di nota, che dal duemiladue non smettono di accattivarsi consensi tra i fan capitolini del Rock demenziale.

Quando siamo ormai prossimi all’una di notte arriva il turno del tanto atteso Lucio Leoni e del suo stile intelligente ed innovativo, sfruttato al meglio nel suo secondo album Lorem Ipsum per raccontare la sua generazione attraverso una funzionale miscela di cantautorato, recitazione teatrale e stornello romano.

Il compito di concludere la serata è affidato alla crew Italian Stail con il suo mix di musica italiana.