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La Roma non ce la fa. Nonostante fosse sufficiente anche solo un pareggio per passare il turno, gli uomini di Spalletti non sono riusciti a portare a casa la qualificazione, e sono stati asfaltati dai portoghesi con un 3-0, che in casa diventa ancora più duro da tollerare.  

La mancata qualificazione della Roma, oltre che per i tifosi, è stata un grosso motivo di tristezza anche per tutto il calcio italiano, che vede la propria rappresentante ai preliminari di Champions League non qualificarsi per la sesta volta in sette anni.

Colui che è stato considerato da molti come il più grande colpevole del disastro è stato Daniele De Rossi, che al 40’ minuto del primo tempo si è fatto espellere per aver commesso un inutile fallo a gamba tesa al centrocampo. Espulsione che sarà poi raddoppiata con l’altrettanto evitabile fallo di Emerson all’inizio del secondo tempo. I giallorossi a questo punto, che già avevano subìto un traumatizzante vantaggio a sette minuti dall’inizio, si sono completamente abbandonati allo sconforto e alla confusione, lasciando al Porto tutti gli spazi per la goleada.

Nonostante sicuramente le espulsioni abbiano avuto un grande peso sul risultato finale la colpa non può essere attribuita esclusivamente ai singoli (giocatori o allenatore che sia), ma deve essere distribuita su tutto il gruppo, che non ha saputo sfruttare al meglio l’occasione presentatagli davanti, facendosi sfumare da davanti agli occhi la possibilità della qualificazione, e i 30 (utilissimi) milioni che ne sarebbero derivati.

Il passato è però passato, e bisognava guardare avanti pensando al campionato e all’Europa League. Il prossimo appuntamento era fissato per ieri sera alle 20:45 allo Stadio Sant’Elia di Cagliari. La Roma, alla prima trasferta stagionale, ha affrontato i sardi con un 4-3-3 con Szczesny tra i pali, una difesa a quattro composta da Florenzi-Vermaelen-Manolas-Peres, un centrocampo a tre con Nainggolan, De Rossi e Strootman, e in attacco il tridente Salah, Perotti, El Shaarawy. Non ha trovato spazio Totti, che a causa di un infortunio alla caviglia non è stato nemmeno convocato.

Anche questa volta però il campo del Sant’Elia si è rivelato beffardo per la Roma, che dopo aver portato il vantaggio sul 2-0 (grazie ad un rigore di Paredes e ad un goal di Strootman), ha abbassato la guardia e si è fatta rimontare dai sardi all’88’, portando così a casa solamente un pareggio, che per le modalità con cui si è realizzato ha più che altro il sapore di una sconfitta.

Nel dopopartita non è tardata ad arrivare tutta l’amarezza di Spalletti, che aveva intimato poche ore i primi i suoi ragazzi a mettere da parte il Porto e a portare a casa la vittoria. L’allenatore ha espresso tutta la sua rabbia, imputando ai suoi ragazzi una scarsa personalità, legata soprattutto alla tendenza (secolare in realtà nell’ambiente giallorosso) di adagiarsi sugli allori di un vantaggio temporaneo, senza comprendere che le partite finiscono solo al 90’ minuto. Il toscano ha deciso quindi di attuare una linea di severità (testimoniata anche con il provvedimento preso nei confronti di De Rossi, che si è visto privato della fascia di Capitano per alcune partite, a seguito del brutto episodio di cui è stato protagonista contro il Porto), che porterà probabilmente ad un discorso a muso duro nei confronti della squadra, e ad un’intensificazione degli allenamenti. Adesso gli appuntamenti iniziano a diventare importanti e i margini di errore vanno ridotti il prima possibile.