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Organizzata dal Teatro Pubblico Campano, è iniziata con Biagio Izzo (nella foto) lo scorso 21 dicembre la stagione teatrale 2018/2019 presso il Teatro Massimo di Benevento.

Con “I fiori del latte”, testo di Edoardo Tartaglia e regia di Giuseppe Miale Di Mauro, la platea era gremita di spettatori come nelle grandi occasioni.

“Se un’idea non ha significato e utilità sociale non m’interessa lavorarci sopra”. Molto probabilmente Tartaglia ha colto in pieno queste parole di Eduardo De Filippo quando ha scritto “I fiori del latte”. Infatti in questa commedia (come ci ha insegnato il grande Eduardo) si riesce a ridere pur affrontando un tema di grande attualità e riflessione sociale.

Biagio Izzo è un attore e comico napoletano. All’inizio della sua carriera formava un duo comico con un altro cabarettista, Ciro Maggio. La coppia si chiamava Bibì & Cocò. Il duo era famoso nell’ambiente partenopeo grazie alle comparsate sulle emittenti televisive locali, e per la produzione di musicassette con brani comico-demenziali. Izzo ha poi raggiunto il successo con TeleGaribaldi, sull’emittente regionale campana Canale9, e successivamente con Pirati e Pirati Show, su TeleNapoli34, ma si era già fatto conoscere a livello nazionale con il programma Macao, condotto da Alba Parietti. Da lì in poi c’ è stata l’ascesa cinematografica e televisiva di Izzo.

“I fiori del latte” è il nome di un caseificio campano di prossima apertura. Questo il progetto, nuovo ed antico, di Aniello Scapece: anni di sacrifici, impegni, fatiche, aspirazioni che, finalmente, sembrano vedere la luce. Ma… un bidone arrugginito! Inopinatamente dissepolto da un cane fin troppo vivace, proprio lì, vicino al recinto delle bufale. Sospetto. Molto sospetto. Troppo! Che fare? Approfondire? Denunciare? Verificare? Andare fino in fondo? Col rischio di veder naufragare il desiderio di una vita?

Quando la capacità di far tacere la propria coscienza per il raggiungimento di posizioni di potere, siano esse economiche, politiche o sociali, ecco che la commedia rischia di trasformarsi in tragedia. Per ritornare addirittura farsa, laddove si lasci al personaggio medesimo lo spazio per far venire fuori tutta la sua inadeguatezza a fronteggiare un destino più grande di lui. In omaggio al monito di Giovenale: “Nessun uomo colpevole potrà sottrarsi mai al tribunale della sua coscienza”.

“I fiori del latte” andrà prossimamente in scena a Roma, al Teatro Brancaccio, il 12 e 13 gennaio 2019, con la direzione artistica di Alessandro Longobardi.