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Promosso come "il film più sexy mai realizzato", Eyes Wide Shut ci ha messo vent'anni per smarcarsi dall'immagine glaciale di un fallimento creativo. Anche a distanza di due decenni, Eyes Wide Shut resta uno dei film d'autore più audaci che siano mai stati realizzati.

Basti pensare alla sinossi se si cerca il titolo su Google: “Una coppia dalla vita idilliaca esplora la propria relazione in un mondo sotterraneo di lussuria e fantasie peccaminose”. Sembra la trama di un film a luci rosse, e di bassa lega, per giunta. Già mito prima ancora di uscire nelle sale, il canto del cigno di Stanley Kubrick è un coacervo di realtà e fantasia teso e ipnotico, inseparabile dalla storia matrimoniale di Tom Cruise e Nicole Kidman. Che dopo meno di due anni divorziarono.

Lasciando il dubbio, mai fugato, che l'inizio della loro fine sia cominciato proprio su quel set blindatissimo. Dopo 22 anni dalla sua uscita, nel 1999, ancora sono tante le curiosità e gli aneddoti che avvolgono con un aura di mistero l’atipica pellicola, che si muove tra un’ambientazione natalizia e dei toni thriller. Ma passiamo subito alle curiosità:

  • L’appartamento del film è una riproduzione in toto dell’appartamento di Stanley Kubrick di New York, in cui visse con sua moglie Christiane fino a quando decise di trasferirsi in Inghilterra.
  • Il gossip persistente circa il vero orientamento sessuale di Tom Cruise è ribadito da Kubrick, chissà se esplicitamente oppure no, nella scena in cui un gruppo di universitari lo attacca dandogli del gay. Quasi il regista avesse voluto ricordare agli spettatori di tenerlo bene a mente, in un gioco di specchi tra realtà e finzione che è la cifra di Eyes Wide Shut.
  • Quattrocento giorni di takes ne fanno il film con le riprese più lunghe della storia del cinema: dal novembre 1996 al giugno 1998.
  • Per avere maggiore realismo nella coppia, a Tom e Nicole era vietato parlare e raccontarsi la giornata di riprese. I due sono stati presenti sul set insieme solo nelle poche scene che li vedono entrambi protagonisti, altrimenti non potevano mettere piede negli studios.
  • In un articolo su Vanity Fair del 2014, Amy Nicholson riporta che Kubrick decise di trovare degli elementi da aggiungere alla storia attraverso la psicoanalizzazione delle due star, spingendo Kidman e Cruise a confessare le loro paure circa il matrimonio in conversazioni private che i tre promisero di tenere segrete gli uni agli altri. Kidman definì le sedute “brutally honest anti-theraphy”.