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La Città di Diamante ha trasmesso questa mattina al segretariato generale del Ministero della cultura il dossier di candidatura per il conferimento del titolo di “Capitale italiana della cultura” per l’anno 2024.

Un dossier di 60 pagine che delinea contesto, strategie, strumenti, piani di sostenibilità ambientale e finanziaria oltre al board concettuale e al programma costruito, come richiesto dal bando, per perseguire gli obiettivi ambientali e sociali dell’Agenda 2030.

La candidatura è supportata da un elenco di partner – istituzionali e associativi - che rafforzano il ruolo della città costiera come centro di coesione di un’area vasta che va dalla Riviera dei cedri al parco del Pollino.

La presidente onoraria del comitato che supporta la candidatura è Liliana Segre. «Sono veramente orgoglioso che la senatrice Segre abbia accettato con entusiasmo l’invito, essendo tra l’altro già cittadina onoraria di Diamante. La sua Storia dà senso a quei valori che hanno ispirato il dossier, rafforza il messaggio dell’accoglienza, del dialogo tra i popoli e della tolleranza religiosa che sono una delle emergenze del nostro tempo”.

Una presenza di immenso significato che ben si innesta con la storia di Diamante e della Riviera dei cedri, da sempre approdo della comunità ebraica per la festa del raccolto del “frutto più bello”.

Presidente del comitato direttivo, in questa fase organo di indirizzo per l’attuazione del dossier, è il professore Eugenio Gaudio, presidente della Fondazione Roma Sapienza.

Il dossier di candidatura si intitola “La Storia ha un futuro brillante”, brillante come un diamante, per indicare che anche quando tutto sembra essere compromesso c’è sempre una soluzione, affidata alla ragione dell’uomo. Un messaggio di fiducia nella costruzione della Storia, dopo i due anni di crisi planetaria da cui non siamo ancora usciti, che ci hanno fatto temere all’inizio la fine dell’umanità e invece hanno testato la capacità della scienza di trovare presto e bene soluzioni adeguate.

Del passato bisogna però conservare memoria per “cambiare clima”, in tutti i sensi, per adeguarsi al nuovo mondo, per “costruire sui ruderi”, rispettando il contesto, per immaginare insomma nuovi orizzonti di coesione e di sostenibilità. «Ringrazio tutti quelli che hanno deciso di supportarci – ha continuato il sindaco Magorno – a cominciare dalla nostra Chiesa e dalla Fondazione San Francesco di Paola. Mi aspetto che l’entusiasmo attorno alla candidatura cresca ed altri si aggiungano alla lista dei partner che sono indicati nel dossier».

Il dossier è stato scritto da Lucia Serino, giornalista e project manager nell’impresa culturale. Ha collaborato l’antropologo dell’università della Calabria Fulvio Librandi, hanno portato un contributo di idee il giornalista Paolo Gambescia, ex direttore dell’Unità, del Messaggero e del Mattino, e il regista teatrale Andrea Carraro.

La candidatura di Diamante a Capitale italiana della cultura” per l’anno 2024 sarà presentata nel corso di una conferenza stampa che si terrà il 1 novembre, alle ore 11,00,  a Paola presso il Santuario di San Francesco.