(Fonte: IA)

La staccata è una delle manovre fondamentali per ottenere quel vantaggio competitivo in grado di dare lustro alla Formula 1. Frenare per recuperare tempo e sorpassare, un concetto tanto complesso quanto semplice. Staccata Romana è una rubrica che si prende la briga di commentare gli eventi del massimo circus senza freni, cercando di non nascondersi dietro la curva per arrivare in ogni caso a stappare lo champagne. La vittoria come accessorio perchè l’importante è dare voce al fattore emozionale.

Partiamo subito dalla fine: Andrea Kimi Antonelli è campione del mondo. La foto immortalata sul podio racchiude il sogno di qualsiasi appassionato del motorsport con Max Verstappen e Lewis Hamilton che sollevano il numero dodici fresco di iridato. Il più forte pilota di tutti i tempi, il pilota contemporaneo più forte e l’attuale fenomeno  tutti in uno stesso istante. Festa grande in Messico, in Italia e nel mondo intero per il giovane Kimi.

Il weekend è iniziato all’insegna della Red Bull e della Ferrari, durante le prove libere hanno dato lustro sui propri ritmi e la solidità delle macchine, con Antonelli che corre in maniera concentrata per blindare i punti necessari a vincere il mondiale (appena due). Le scuderie hanno dovuto valutare l’adattamento dei freni e della power unit all’altitudine messicana, circa duemiladuecentoquaranta metri sopra il livello del mare. In qualifica avviene ciò che era stato previsto il giorno prima, con il Cavallino Rampante in testa a tutti quanti; Lewis Hamilton porta a casa una pole position importante per punti e morale.

Il britannico si piazza davanti a Max Verstappen ed al compagno di scuderia Charles Leclerc apparecchiando la tavola per una doppietta incredibile. Kimi Antonelli sale in cattedra con una maturità olimpica, non spinge al massimo ma si garantisce una posizione utile per gareggiare in tranquillità e fare esplodere tutta la felicità al termine della corsa. La tensione si taglia con il coltello, affascinante il frame video in cui Antonelli si fa vedere rilassato mentre mangia con un cucchiaio prima di montare in macchina per scrivere la storia. La partenza è spettacolare, Lewis Hamilton scatta in maniera perfetta dalla pole position, così come il monegasco che si incolla letteralmente al Sir e in curva 4 Leclerc tenta un attacco aggressivo all’esterno e, proprio nel punto discusso dalla FIA e dai piloti, finiscono sull’erba con Leclerc che taglia irregolarmente la chicane prendendosi il primo posto. In questa bagarre Verstappen ne approfitta infilandosi tra le due Ferrari, facendo scalare Hamilton in terza posizione. Dopo cinque giri i commissari decidono per una penalità di cinque secondi a Leclerc, facendo arrabbiare e non poco Hamilton. La gara si tranquillizza ma al giro ventisette la svolta: la Red Bull richiama Verstappen per il pit stop anticipando tutti quanti e prendendosi un vantaggio non indifferente indirizza la sua corsa in modo lineare. La tensione è sempre più alta e quasi a metà corsa, per un problema strutturale, Valtteri Bottas va a finire contro le barriere costringendo la direzione ad esporre la bandiera rossa. Il pilota ne esce, fortunatamente, illeso. Alla ripartenza, dopo dieci minuti di fermo, Verstappen prende il comando della corsa allungando sulle due Ferrari. Nel tentativo di sorpassare Leclerc commette un errore di valutazione e finisce lungo, un errore che risulterà essere decisivo. Ne approfitta Kimi Antonelli che sfila il monegasco e si piazza in terza posizione. La corsa è tutta in discesa con le prime tre posizioni ormai decise: Verstappen vince in Messico, Hamilton arriva secondo e Antonelli in lacrime diventa campione del mondo. Per sua stessa ammissione l’ultimo giro è stato emozionante, tanto da vedere poco la pista a causa delle lacrime. Al termine della gara tutte le telecamere sono puntate sul numero dodici, che sventola fiero il tricolore. Un altro italiano dopo Ascari che sale sul tetto del mondo, quanto di più romantico ci sia. Nel frattempo l’aria a Maranello si fa inquinata con Lewis Hamilton che critica sia i commissari di gara che il compagno mentre Charles Leclerc cerca di minimizzare l’accaduto. Non è oggi il giorno di parlare di questa querelle, oggi i titoli sono tutti per il giovane Kimi. Per capire a pieno l’impresa basti pensare che l’ultimo mondiale di Formula 1 vinto da un italiano è stato otto anni prima del primo viaggio nello spazio di un essere umano e ben sedici dallo sbarco sulla Luna. Ascari alza il suo iridato nel 1953, non c’erano ancora le dirette televisive per la formula 1 ma solo la radio e quell’epoca è più vicina alla nascita della prima automobile che ai giorni nostri. Trieste si doveva ancora unificare con l’Italia, San Remo era alla sua sola terza edizione ed era un semplice programma radiofonico, la Mercedes (scuderia di Antonelli) ancora non esisteva nel massimo circus e avrebbe esordito solo l’anno successivo (1954), in giro c’erano solo seicentomila macchine in Italia contro le quasi trentanove milioni di oggi. La storia ha preso la stessa strada dei sogni. Kimi Antonelli è campione del mondo.

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