La staccata è una delle manovre fondamentali per ottenere quel vantaggio competitivo in grado di dare lustro alla Formula 1. Frenare per recuperare tempo e sorpassare, un concetto tanto complesso quanto semplice. Staccata Romana è una rubrica che si prende la briga di commentare gli eventi del massimo circus senza freni, cercando di non nascondersi dietro la curva per arrivare in ogni caso a stappare lo champagne. La vittoria come accessorio perchè l’importante è dare voce al fattore emozionale.
Le emozioni erano palpabili fin dal primo istante in cui la Mercedes di Andrea Kimi Antonelli ha messo lo pneumatico sulla pista di Austin, in Texas. La pole position conquistata fa registrare il record come prima pilota italiano per primi posti in qualifica. La partenza è stata al limite della perfezione, con il numero dodici che scatta davanti a tutti lasciandosi dietro Max Verstappen. L’olandese viene infilato da Charles Leclerc in una frazione di asfalto, un sorpasso incredibile che ricorda le grandi imprese del passato.
Manca ancora un piccolo dettaglio a dir la verità, la matematica, ma la consacrazione definitiva per Antonelli è arrivata proprio in Texas. Nona vittoria stagionale, emozioni con la squadra e lo sguardo verso i tifosi che lo hanno accompagnato dall’niizio alla fine. Il sogno di spodestare il ricordo di Alberto Ascari ha, temporaneamente, oscurato anche la celebrazione del secondo posto di Charles Leclerc - con Lewis Hamilton in quarta posizione. Il verdetto rimandato in Messico con un’ampissima rosa di alternative, questa volta un matchpoint reale e concreto.
Un Paese intero, oltre che milioni di appassionati, che innalzerano le bandiere di Antonelli. Come fu per Valentino Rossi, il ragazzo bolognese sta riuscendo nell’unire l’Italia intera anche più della Ferrari stessa - in Moto GP leggasi Ducati. Un lavoro che parte da lontano, dalla Mercedes che ha creduto fin dai primi giorni nel ragazzo e gli ha lasciato il posto niente meno che di Sir Lewis Hamilton, uno che di macchine se ne intende. La storia è tutta da scrivere ma i primi capitolini sono meravigliosi. Un campionato sorprendente che continua a stupire, nonostante il copione sembra ormai scritto da tempo. Una Formula 1 che è tornata ad interessare, nonostante qualche detrattore dica di no. La Mercedes che prende il posto della McLaren, un Antonelli che prende il posto dei più grandi. Solo la matematica, manca solo quello alla festa.










