La Roma vince ancora con un risultato largo: a Udine finisce 5-2, al termine di una partita dai due volti. A un primo tempo brillante, chiuso sul 4-0, segue una ripresa meno convincente, nella quale i giallorossi perdono lucidità e concedono all’Udinese la possibilità di accorciare le distanze.
Il successo resta netto, ma l’andamento del secondo tempo richiama l’attenzione su una squadra capace di costruire un ampio vantaggio senza riuscire, poi, a gestirlo con la stessa continuità.
Nei primi quarantacinque minuti la Roma indirizza con decisione la gara e arriva all’intervallo con quattro reti di vantaggio. È una prima frazione che sembra mettere al sicuro il risultato e conferma l’efficacia offensiva dei giallorossi. Proprio il divario accumulato, tuttavia, rende ancora più evidente il cambio di passo dopo l’intervallo: alla brillantezza iniziale subentra una gestione meno attenta, che permette ai padroni di casa di tornare a segnare.
Il primo segnale della flessione arriva già nei minuti iniziali della ripresa, quando Niccolò Zaniolo accorcia le distanze. L’ex giallorosso si scusa con il pubblico romanista dopo la rete, ma il gesto non basta a placare i tifosi arrivati numerosi a Udine. A pesare restano i precedenti e, in particolare, l’esultanza nella sfida tra Roma e Atalanta del 2 dicembre 2024, che una parte della tifoseria non ha dimenticato.
La successiva rete di Palma alimenta l’apprensione. Il problema, per la Roma, non è soltanto aver subito due gol, ma aver lasciato riemergere una fragilità già evidenziata nelle ultime uscite: una volta acquisito un vantaggio importante, la squadra fatica a mantenere lo stesso livello di concentrazione. La ripresa ridimensiona così l’impressione di pieno controllo trasmessa nel primo tempo. Pur senza cancellare quanto costruito prima dell’intervallo, le disattenzioni restituiscono fiducia all’Udinese e rendono meno tranquilla una partita che sembrava ormai chiusa.
Tra i sostenitori giallorossi riaffiora anche il ricordo della débâcle contro il Real Madrid, con il timore che un’altra flessione possa compromettere il risultato. Questa volta, però, la Roma riprende le redini del gioco e a mettere il sigillo sul definitivo 5-2 è Daniele Ghilardi, con il suo primo gol in Serie A. Una prima volta da ricordare, che assume un peso ancora maggiore perché arriva a spegnere le speranze di rimonta dell’Udinese e a restituire tranquillità ai giallorossi. È il premio per un giocatore che convince sempre di più Gasperini e i tifosi: una rete che impreziosisce la sua crescita e lo rende protagonista nel momento in cui la Roma ha bisogno di chiudere la partita. La reazione finale mette al sicuro la vittoria, ma i giallorossi hanno imparato che occorre conservare attenzione anche quando il punteggio appare rassicurante.
I numeri riportati delineano questo contrasto: la Roma ha il miglior attacco, con 28 gol, ma conta anche 10 reti subite. Sette sono arrivate nelle ultime tre gare: tre contro il Napoli, due contro il Cagliari e due contro l’Udinese. Un dato che dà ulteriore rilievo alle difficoltà di gestione emerse a Udine e invita a non leggere il successo soltanto attraverso l’ampiezza del risultato.
Ora l’attenzione si sposta sulla Champions League, come sottolinea Gasperini nel dopopartita. Tra tre giorni la Roma sarà a Manchester per affrontare il Manchester United in un’altra sfida importante. Il precedente del 7-1 (10 aprile 2007 ndr) a favore degli inglesi torna inevitabilmente alla memoria, ma appartiene a un’altra epoca, con forze in campo diverse. La squadra giallorossa dovrà soprattutto evitare che la flessione mostrata nella ripresa a Udine si ripeta nel prossimo appuntamento. Poi, sabato, sarà di nuovo campionato contro il Sassuolo…ma questa è un’altra storia!
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