Foto: da Sky Sport

L’Olimpico ospita una grande sfida di Champions League: lo stadio vive una di quelle notti in cui il calcio si intreccia con la memoria, la gratitudine e l’appartenenza. Roma-Real Madrid riporta José Mourinho davanti al popolo giallorosso, questa volta da avversario.

Per novanta minuti ognuno difenderà i propri colori, ma prima e dopo la partita sarà difficile contenere l’emozione. La Curva Sud non dimentica l’uomo che ha restituito alla Roma un trofeo europeo e l’orgoglio di sentirsi protagonista; Mourinho, dal canto suo, non ha mai nascosto l’amore per la città e per una tifoseria che considera speciale. Sarà un abbraccio a distanza, intenso e sincero, prima che il campo imponga la sua legge. C’è poi un filo del destino che rende la serata ancora più suggestiva.

L’ultima partita di Mourinho sulla panchina della Roma fu proprio contro l’Atalanta allenata da Gian Piero Gasperini, il 7 gennaio 2024, pochi giorni prima dell’esonero. Oggi lo Special One ritrova lo stesso tecnico, ma su una panchina diversa: Gasperini guida la Roma, Mourinho il Real Madrid. È come se il calcio avesse chiuso un cerchio e, nello stesso tempo, ne avesse aperto un altro, riportando il portoghese nel luogo in cui ha lasciato una parte importante della propria storia. 

Nel primo quarto d’ora di gara la Roma crea diverse occasioni da gol e, tra i due portieri, il più impegnato è Courtois. Arriva però subito una tegola per i giallorossi: Koné accusa un problema muscolare che lo costringe a uscire e al suo posto entra Pisilli. Pochi istanti dopo, al 20’, Soulé, al termine di un’azione corale nata da un recupero palla di Dybala, mette il pallone al centro, al limite dell’area avversaria. Irrompe De Roon che, implacabile, con un gran destro batte il portiere madridista: la Roma passa in vantaggio! Anche dopo il gol, la squadra giallorossa continua a spingere. Al 23’ Malen sfiora il raddoppio, ma Courtois riesce a evitare la seconda rete, trattenendo il pallone prima che varchi la linea di porta. Al 25’, però, il Real raggiunge il pareggio con un tiro dalla distanza di Mbappé. Mancini cerca di intercettare il pallone, ma la sua deviazione mette fuori tempo l’incolpevole Gollini. Nella parte finale del primo tempo la partita è equilibrata ed entrambe le squadre provano a portarsi in vantaggio prima di rientrare negli spogliatoi. Tra i giallorossi si segnalano le buone prestazioni di Soulé e del subentrato Pisilli. Dopo un minuto di recupero, il primo tempo si chiude in parità.

All’inizio della seconda frazione di gioco arriva subito una brutta sorpresa nelle file giallorosse: Dybala esce per un lieve risentimento muscolare e lascia il posto a Rodrigo Mora. Al 51’ si vedono subito i frutti dell’ingresso in campo del giovane portoghese. Su un rinvio sbagliato di Courtois, il pallone finisce a Mora, che serve immediatamente Malen: l’olandese, aiutato anche dalla deviazione di un difensore, batte il portiere madridista. Roma di nuovo in vantaggio! Il Real non ci sta e la partita diventa vibrante, bellissima per il pubblico neutrale: un autentico spettacolo di calcio. Al 58’ la Roma segna il terzo gol: è ancora Malen a realizzare, servito al bacio da Soulé. Il pubblico è in delirio. Il Real reagisce con rabbia e crea seri problemi alla retroguardia giallorossa. Gollini risponde presente ai continui attacchi dei blancos, ma la furia del Real è inarrestabile. All’83’ gli spagnoli vanno nuovamente in gol, questa volta con Espi, e riducono lo svantaggio. Negli ultimi minuti gli attacchi si fanno sempre più pressanti e, all’85’, il Real raggiunge addirittura il pareggio con Endrick. È evidente il calo fisico e psicologico dei giallorossi, che rischiano di perdere la partita dopo averla in qualche modo dominata. Si sa, però, che le squadre di Mourinho non mollano mai. Per la Roma è un’occasione persa per proseguire il cammino nel torneo: tanto sforzo per nulla, ma di fronte c’è il Real. Al 90’ accade l’imprevedibile: è Rüdiger a siglare il gol della vittoria madridista e, per i tifosi giallorossi, il sogno si infrange. La Roma mostra una grande debolezza psicologica e, in poco meno di sette minuti, subisce tre gol, tutti sugli sviluppi di calci d’angolo. Una debacle imprevedibile, maturata dopo metà del secondo tempo: una lezione da assimilare, nella consapevolezza di avere affrontato una squadra capace di sovvertire ogni pronostico. Con il Real non si scherza e, soprattutto, non ci si rilassa. Ora è triste riprendere il cammino in campionato. Le emozioni e i sentimenti legati al calcio, però, non finiscono con il triplice fischio dell’arbitro francese Letexier, che chiude la gara dopo cinque minuti di recupero.

Sabato sera la Roma tornerà all’Olimpico per affrontare il Genoa di Daniele De Rossi, un altro figlio amatissimo della storia giallorossa. Nel giro di pochi giorni, il popolo romanista si troverà così di fronte a due figure che hanno incarnato, in modi diversi, passione, identità e senso di appartenenza: Mourinho, l’allenatore capace di riaccendere l’orgoglio europeo, e De Rossi, il capitano e simbolo cresciuto con la Roma nel cuore. Due avversari soltanto per il tempo di una partita, uniti alla Roma da legami che il risultato non potrà mai cancellare. I giallorossi saranno ancora una volta di fronte al proprio passato… ma questa è un’altra storia!

IL TABELLINO

ROMA-REAL MADRID 3-4 (1° tempo 1-1)
 
ROMA (3-4-1-2): Gollini; G. Mancini (63' Balerdi), Ndicka, Hermoso (81' Koulierakis); N. Molina, de Roon, Manu Koné (17' Pisilli), Wesley França; Soulé (63' Lorenzo Pellegrini (c)); Dybala (45' Rodrigo Mora), Malen. Allenatore: Gasperini.
 
REAL MADRID (4-2-3-1): Courtois; Dumfries (59' Arda Guler), Rudiger, Ibrahima Konaté, Cucurella (79' Á. Carreras); F. Valverde (c), Tchouaméni; Yan Diomande (79' Carlos Espi), Jude Bellingham, Vinicius Junior (59' Endrick); Kylian Mbappé. Allenatore: José Mourinho.
 
ARBITRO: François LETEXIER (FRA).
MARCATORI: 20' de Roon, 25' Kylian Mbappé, 51', 58' Malen, 83' Carlos Espi, 85' Endrick, 90' Rudiger.
ASSIST: 20', 58' Soulé, 51' Rodrigo Mora, 85', 90' Arda Guler.
AMMONITI: 60' G. Mancini per fallo su Kylian Mbappé, 70' Wesley França per fallo su Arda Guler, 88' Lorenzo Pellegrini per fallo su Bernardo Silva, 90'+5' Á. Carreras per fallo su Lorenzo Pellegrini.
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