Credits: Fiorella Ialongo

Che cosa è l’innovazione? Definirla non è semplice e, nel complesso, non si riduce ad una grande idea. Una possibile risposta è che si tratta di un processo che supera l’ideazione ed il risultato, é come il seme che mette radici che, a loro volta, consentono alla pianta di crescere nel tempo.

Inoltre, l’imprenditore innovativo che vuole avere successo dovrebbe avere, tra gli altri elementi, alcune caratteristiche. In primo luogo essere un visionario. Questo significa riuscire a cogliere prima di altri nuove condizioni di mercato ed elaborare un’idea strutturata e pianificata che non è stata ancora realizzata oppure migliorare lo stato dell’arte attuale in un dato campo. In altri termini, l’imprenditore è in grado di mettersi in discussione ed affrontare i rischi insiti nel cambiamento, lasciando la comoda “zona di sicurezza”. In secondo luogo, l’imprenditore ha la consapevolezza del valore del lavoro di squadra e che il risultato positivo è anche il frutto di un’azione condivisa.

Dove trovare un esempio concreto? Nel luogo che può essere definito il tempio del buon gusto: il Mercato Centrale, in via Giolitti, all’interno della Stazione Termini a Roma. Esso ha festeggiato un traguardo significativo: 10 anni dall’inizio della sua attività. Il gran cerimoniere della conferenza stampa di presentazione degli eventi di questo traguardo è stato l’ideatore, creatore e Presidente Umberto Montano. Egli è un imprenditore con una lunga e qualificata esperienza nel mondo della ristorazione e, nel corso della manifestazione, ha sostanzialmente illustrato i concetti esposti in precedenza in riferimento al Mercato Centrale. Quest’ultimo presenta un business model che introduce elementi originali rispetto al tradizionale concetto di mercato come luogo dove acquistare il cibo. La prima sfida vinta è stato il notevole sforzo sia di recupero di quello che è stato in precedenza un asfittico dopolavoro ferroviario; sia di contributo al rilancio e riqualificazione del quartiere Esquilino. In secondo luogo è anche un luogo di scambio e di incontro culturale, usufruito sia dai giovani universitari per studiare che dalle ambasciate per presentare un sistema Paese. In terzo luogo svolge altresì un’azione sociale di inclusione fornendo la possibilità, in collaborazione con associazioni selezionate, la possibilità di una formazione gastronomica da parte di categorie svantaggiate, migranti e donne vittime di violenza.

Tuttavia, il vero punto di forza di questo innovativo progetto imprenditoriale sono, da sempre, l’impegno e la dedizione delle 19 botteghe artigiane poste intorno alla “Cappa Mazzoniana”, situata al centro come la fontana in una piazza. Con un colpo d’occhio è possibile vederle tutte, dal pane alla carne e salumi di Dennys Garcell, dai tartufi di Luciano Savini alla pizza, dal gelato al fritto. Ogni bottega ha un proprio spazio sia espositivo di selezionati prodotti gourmet; sia per la preparazione e la cottura dei cibi a vista dei clienti. Tutto questo per evidenziare una location che vuole porsi come ambiente in cui gli artigiani possono agevolmente far conoscere ed apprezzare piatti che uniscono il meglio della nostra tradizione artigianale con la loro personale interpretazione. Senza dimenticare di essere anche il luogo in cui il cliente può dialogare con l’artigiano che illustra e consiglia, come avviene da sempre nei mercati rionali.

Quanto detto e molto altro ancora dal 10 ottobre al 4 novembre in un programma speciale di appuntamenti tra vino, musica, fotografia, cinema, letteratura, neuroscenze, danza, artigianato. Si tratta, quindi, di un palinsesto di 10 appuntamenti, uno per ogni anno, pensati per raccontare il Mercato Centrale. Il filo conduttore sarà il cibo come linguaggio universale che permette di dialogare con mondi diversi e trasformarsi in esperienza, scoperta e condivisione. Tutti i dettagli su: www.mercatocentrale.it/

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