Credits: Claudio Bianchi

È tutta una grande bugia... 

Eppure, ho sempre avuto un pensiero lucido, clinico.

Dentro di me albeggiano anime diverse. Ce n'è una pura, ingenua, puerile. Poi c'è una grande, grandissima forza. Sono tosta, ostinata, non mi arrendo mai. Non mi spaventa nulla. Non esiste sfida che non voglia cogliere.

Ma questo sentire che mi conduce a ritenere verdetti finali, quelle che sono solo sensazioni o intuizioni, vacilla.

È come se mi accorgessi per la prima volta di aver vissuto in un grande bluff. Di aver assecondato un pensiero solo mio. Quando di fatto la realtà era un’altra, ho azzardato spingendo l'intuito davanti alla ragione. E se mi fossi sbagliata? E se mi fossi sbagliata tutte le volte? Se gran parte di quello che ho vissuto si rilevasse vittima di una potentissima illusione?

Sono caduta e mi sono sempre rialzata da sola. Ho passato inferni senza che nessuno lo sapesse. Ho sempre avuto la speranza e la fiducia che ci fosse sempre una soluzione.

Ma quanto mi è costata questa ostinazione?

Sono stata completamente cieca di fronte a persone e situazioni che erano sfacciatamente chiare. Mi sono chiusa nel mio giudizio insindacabile, credendomi fermamente risolta. Ho creduto di avere il mondo tra le mani. Mi sono portata il suo peso addosso.

Ho passato tanto tempo alla ricerca di qualcosa che è arrivato, in forma diversa da quella che pensavo, solo quando mi sono arresa. O meglio quando sono stata costretta dal corpo e dalla mente a farlo. Se così non fosse stato, avrei continuato. Avrei potuto scalare all’infinito una montagna senza vederne mai la cima.

Allora, ora che ne ho consapevolezza, mi chiedo fino a che punto quella grande, grandissima forza mi abbia ostacolato, anziché aiutarmi.

Mi chiedo se quell' intreccio di anime così distanti tra loro ma costrette in un’unica casa, abbia finito per incasinare tutto.

Se quella irruente generosità che mi appartiene, quella spinta di correre a risolvere tutto per tutti, sia, invece, sempre stato il bisogno di salvare me stessa.

Mai come ora sto mettendo sotto osservazione ogni cosa. Dentro e fuori da me. 

Forse finora, inconsapevolmente, non ho fatto altro che auto boicottarmi. È come se sentissi che una parte di me mi avesse tradita. È una sensazione che genera enorme instabilità.

…Potrò davvero ancora fidarmi di me stessa? Delle mie intuizioni, della pelle che pizzica, dello sguardo che parla?

Questa crisi che mi assale e che si porta dietro tanti pensieri esistenziali, anche se faticosa, tuttavia, mi sta aiutando a liberarmi da molte catene. Tutte quelle infrastrutture che ci creiamo direttamente o per influenza culturale e sociale. Mi accorgo che sono bloccanti. Lo sono state per me. Tutto quel senso di sacrificio. Quell' affannarsi per la felicità altrui, mettendo la mia in un angolo.

E ho pure creduto di essere nel giusto. Ho sentito veramente mia questa missione. Ma è come se avessi inseguito l'aria non riuscendo mai a testarne realmente la consistenza. Inevitabilmente tutti questi fiocchi di altruismo si sono trasformati in lucchetti intimi. Mi sono chiusa a chiave. E quando ho provato a liberarmi, è stato peggio. A mancare non era l’abilità di uscirne ma il rimanere in un limbo di persuasione. A mancare era la verità delle cose.

Ho capito troppo tardi, in età adulta, che certi meccanismi si possono scardinare se cambiamo veramente il punto di vista. Se ci rimettiamo a fuoco.

Perché quando crediamo di proteggerci assecondando alcuni comportamenti ripetitivi, finiremo per cercare fuori le risposte ad un problema che, invece, ci siamo cuciti addosso da soli.

Anche il dolore può essere una dipendenza...

Allora penso che certi sogni vadano inseguiti ma con un occhio attento.

Che certe cose della vita non le puoi bloccare.

Che non tutte le risposte arriveranno.

Che qualcosa si perde inevitabilmente.

Che esistono forze opposte anche dentro di noi. Che sono frutto di un’intera esistenza che si è abituata anch'essa a quello che gli abbiamo offerto. Soprattutto alle dinamiche negative.

Così prendo per mano la piccola me. Cerco di perdonarla. Le dico che non è colpa sua.

Ci credo davvero. Un’altra volta...

Non posso cancellare il passato.

Non posso evitare che si provi dolore.

Ma posso liberarmi da quel peso.

Chiudo gli occhi e sospiro nella coscienza.

È tutta una grande bugia...

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