Il ritorno della Rossa in terra Catalana per aprire nuovi scenari e dare pepe ad un Mondiale che sarebbe stato targato Mercedes dall’inizio alla fine.

I problemi meccanici di Kimi Antonelli hanno dato sicuramente una mano, certo della competitività che lo ha accompagnato da inizio anno. Un duello stravinto con George Russell ed una guida sfrenata lo aveva portato a dominare questo mondiale, ironia della sorte proprio una macchina italica ha sfruttato l’unica debacle, al momento, del diciannovenne e neanche per colpa sua. La Ferrari che torna sul gradino più alto del podio, a coronare un weekend eccezionale sotto tutti i punti di vista.

Se da un lato Charles Leclerc sta riscontrando non poche difficoltà, al muro durante le qualifiche, in gara non ha brillato; dall’altro lato troviamo un Sir Lewis Hamilton che ripercorre la leggenda su quattro ruote facendo tornare alla mente quando chi dominava in pista aveva le treccine e guidava più veloce di altri. La storia nella storia, superando tutti quanti sia in gara che in classifica. Il Mondiale che si è riaperto, se si riesce a trovare la continuità con la macchina e con i nuovi asset.

Emozioni a non finire per una rivincita personale e di scuderia che in molti aspettavano, soprattutto dopo la scorsa stagione. Chi ha nel dna questo sport e questo talento non lo perde di certo. Bisogna confermare che Kimi Antonelli è un osso duro quest’anno ed il futuro è tutto nelle sue mani, in ogni caso sta cercando di prendersi il presente a suon di prestazioni eccelse. Maiuscola la prova di un Verstappen che continua a portare al limite una Red Bull spenta e poco competitiva; che Max sia uno squalo in cerca di vittime è assodato, sempre più un pilota leggendario. Da rivedere Leclerc e Russell, il primo ha visto vincere ed il secondo anche con la differenza che il pilota Mercedes partiva dalla pole position ed ha sprecato una ghiotta occasione per avvicinarsi al compagno di scuderia - col quale ha perso in pista un duello non da poco; recupera ugualmente 18 punti in chiave iridato. In casa McLaren, invece, la favola degli ultimi due anni sembra lontanissima: se Norris riesce a portare a casa un podio meritato il collega Piastri conduce una gara anonima e pensare che la scorsa stagione si parlava dell’erede di Kimi Raikkonen. Fernando Alonso merita una menzione speciale per ciò che sta facendo con la macchina meno competitiva in pista. Storia e leggenda, in una pista a lui cara.

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