Dal numero uno al numero tre, con il pennello in mano pronto a dipingere la stagione della svolta.

La nuova livrea della Red Bull è incredibilmente bella e Max Verstappen vuole portare la sua signora sul trono come fosse la reginetta del ballo. Lo scorso anno solo un’astronave riuscì a superare il pilota nederlandese, anche se nella fase finale neanche il fato avrebbe potuto fermarlo. Proprio come una coppia di innamorati, scuderia e atleta cercano di ricucire il gap mancante sapendo che dalla loro unione possono asfaltare tutti i gran premi globali. Pole position e vittorie, prestazioni costanti con la consapevolezza di essere uno dei migliori della storia.

La presentazione in anticipo della macchina, quel sorriso di Max e la scelta grafica di quel numero lanciano più di un segnale a tutti quanti. Capovolgendo il tre si intravede il numero uno, gioiello dei grafici consigliati proprio dal pilota stesso che come scopo ha quello di riportare a casa il campionato del mondo. Se Norris è l’emblema della normalità, Verstappen è l’incarnazione delle divinità di questo sport. Leclerc emoziona per il sentimento che mette in pista ma l’olandese è una vera e propria macchina da guerra in grado di far vibrare tutte le sensazioni passionali con la sua determinazione.

Ai ragazzi bisognerebbe far vedere alcune gare del passato di Max, come quella in Brasile sotto al diluvio quando partendo dall’ultima posizione è riuscito a vincere in maniera incredibile. Curva dopo curva, con quel sorriso di chi è a conoscenza delle proprie potenzialità. Sul web gira un video in cui il padre veniva intervistato e lui girava lì dietro con un kart. La passione per questo sport va oltre la normale concezione razionale, c’è un motivo se dopo le corse a casa per rilassarsi gioca ai simulatori delle gare o se si diletta in altre categorie. Verstappen ha preso la frase del Mahatma Gandhi e l’ha portata in giro per le gare: “Sii il cambiamento che desideri vedere nel mondo”. Uno sport rimasto incastrato in alcune tematiche complesse, con la paura di rimanere ancorati ad una memoria storica. I cambiamenti che avvengono che riducono lo spettacolo ma Max Verstappen non è così. Sportellate a destra e a sinistra, anche quando non lotta per nulla (sostanzialmente non è mai vero) lui trova un motivo per aumentare l’appeal della Formula 1. Stando alle sue parole non vorrà proseguire a lungo la sua carriera, attaccato mediaticamente da ogni lato ma è indubbia la sua forza. Il lavoro supera il talento o viceversa? Max è entrambi, lavoro e talento ed è difficile trovare un difetto, forse per in fondo siamo innamorati di questo pilota. L’irruenza e l’arroganza sono qualità indispensabili per questo sport. Vedere sorridere Verstappen quando guida è la dimostrazione che l’amore vero non passa nonostante tutto. “Sempre e per sempre ovunque saremo” canta Achille Lauro, perchè potrebbe guidare una formula 1 o una golf car (vedere il video in rete) le emozioni sono le stesse.

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