Credits: Claudio Bianchi "Pezzi di ricambio"

Tutto quello che avrei potuto essere e che non sono stata, lo sto costruendo ora. E non perché prima non ne fossi in grado, ma succede che a un certo punto la tua energia si blocca. Si gonfia a tal punto da implodere. Ma cadendo, non si fortifica. Muore in un attimo. Risorge solo col tempo.

Così ogni emozione rimane a penzoloni e lentamente frena ogni cosa, perché non è più capace di misurarsi. Teme di non essere ascoltata. Ha il terrore di diventare troppo grande. Allora sprofonda nel fondo, rimanendo chiusa in un posto segreto.

Buio. Inarrivabile …

Ma dietro questo tormento interiore in cui si muove il filo sottile che divide il pensiero dall’ impulso e quindi dalla spinta ad assecondarlo, ci siamo sempre noi.

Noi, che siamo il riflesso del più grande nemico con cui fare i conti.

Noi, che ci arrovelliamo le budella a cercare fuori quello che manca, quando il tassello si è infilato da qualche parte nella nostra testa.

Allora la ricerca di un’estensione immaginaria che riporti il filo al suo ago, sembra non divenire mai reale. C’è sempre qualcosa che si perde. Che resta in difetto.

Spesso ci raccontiamo che c’entra il destino, che gli altri non sono pronti a capirci, che ci abbiamo già provato.

Quante volte ho riempito il mio cuscino di singhiozzi a forza di cercare spiegazioni!

Ho sempre avuto questo bisogno di andare fino in fondo alle cose, con una determinazione che avrebbe potuto spostare intere galassie. Senza tregua. Senza fermarmi a riflettere sul perché certe risposte non arrivassero mai…Mi sono costruita castelli illusori, spiegazioni artificiali, fantasiosi posticci. Per poi ributtarli giù, quando a difenderti arriva finalmente l’intuito, che sai non ti tradirebbe mai. Ti apre gli occhi per farti riconoscere. Posando lo sguardo sulle differenze e non solo su quello che vorremmo essere più simile a noi.

Così ho capito che, se esistono infinite soluzioni, indeterminabilmente illogiche sono alcune risposte. Puoi metterle in verticale, cercare di controllarle, “seviziarne” gli usi, spogliarle e rivestirle di significato. Non c’è nulla di tutto questo che possa realmente soddisfarne l’interpretazione, se poi rimani più affamato di prima.

Allora che fare?

Sinceramente non ho un riscontro che possa ritenersi universalmente valido.

Posso dire che, in queste circostanze, un buon amico è il tempo. Questo non vuol dire mettersi in una posizione di attesa. Significa utilizzare tutti i mezzi a disposizione, provare ad essere sinceri, tentare la scalata. Ma anche sapersi fermare ad un certo punto. Lasciare che certi incastri si nutrano della mancanza per tornare ad essere vicini. Perfettamente in sintonia.

Mi direte che non è facile. Non lo è soprattutto per le persone con la mia indole, ma che volete che vi dica. Il Sole ci sorprende ogni giorno con la sua luce.

Le occasioni vanno e vengono.

 

La vita è come una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita…

 

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