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Credits: Claudio Bianchi "Il tempo di un attimo"

Come ogni estate, i giorni che precedono la fine di agosto, mi lasciano malinconica.

Tutto quello che si è concentrato in un' unica stagione esplode nell' attimo di un tempo solo. Nel tempo che cambia. Che ritorna veloce ad infilarsi nella quotidianità, dopo quel pezzo di vita messo in pausa.

Ma poi è sempre un nuovo inizio. Bisogna reimparare a starci dentro.

A lasciare andare qualche sogno, aspettando che qualcosa di più grande torni ancora a pizzicarti la pelle.

E in questa strada di passaggio, io mi perdo consapevolmente.

Mentre il futuro avanza, i pensieri restano allacciati al sole.

A quella luce unica che esiste solo d'estate.

L'orizzonte del mare sussurra all'orecchio e ci mette dentro ogni singolo filo d'acqua caduta. In un posto così piccolo dove anche l'immensità sembra apparentemente trovare il suo posto....Ma poi, quando si connette agli occhi per provare ad indossare una sua consistenza,  nemmeno lo sguardo è più in grado di catturarla. Così rimane eterea. Intoccabile.

Il suo fascino irraggiungibile migra da persona a persona, approda su terre lontane tra loro. Ti fa credere che l'esplorazione possa essere infinita anche negli stessi posti di sempre.

In questa meraviglia in cui la natura si svela, io mi tuffo per allungarla. Forse perché non sono ancora pronta a fermarmi.

O forse perché lasciare andare via anche il più recente dei momenti vissuti mi appanna la vista. E ci sono cose che non vorresti sbiadissero mai. Ci sono cose che vorresti conservare nitide,in un prolungamento quasi eterno.

Così, in questa suggestione mi consolo. Anche se mi aspetto che il caldo pian piano inizi a sfumare nel tiepido autunno.

Quando le foglie cadranno di nuovo sul ricordo di chi siamo stati. E chissà dove saremo davvero. Chi incontreremo.

Quali opportunità saranno colte e quante ne perderemo ancora, solo per la paura di cambiare. Quante altre parole usciranno. Quante saranno trattenute....

Chissà se un giorno riusciremo a guardare il sole ad occhi aperti.

Se l'effetto sarà quello di chiuderli ancora. E non perché  acceca.

Ma perché è talmente bello che una sola volta non basta più...

C'è bisogno di ripeterla.

Di credere che l'esplorazione possa essere infinita anche nello stesso gesto.

Che possa prolungarsi anche negli stessi posti di sempre…

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