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Quella che si sta concludendo è stata probabilmente una delle settimane più impegnative per la Roma di Garcia.

Roma - Dopo lo schiacciante 5-1 contro il Carpi, che sicuramente aveva ridato umore all’ambiente giallorosso, ma che poco aveva convinto gli addetti ai lavori sull’effettiva condizione della Roma, sono iniziati diversi problemi. Il più grande è sicuramente l’infortunio di Totti: il Capitano, entrato nel secondo tempo della partita contro gli emiliani, ha subìto un infortunio proprio alla vigilia del suo compleanno.

Dopo gli accertamenti strumentali è emersa una lesione muscolare alla coscia destra che comporterà al n. 10, nella più ottimistica delle ipotesi, un mese di stop.

Una grande perdita per Garcia, che nonostante abbia sfruttato poco Totti in questo inizio di stagione, si trova comunque a dover fare a meno della punta di diamante della squadra.

Come recita un vecchio proverbio però “le sciagure non vengono mai da sole” e dalla gara di sabato scorso, oltre al Capitano, sono usciti malconci anche Dzeko e Keita, per i quali il responso di Villa Stuart è stato rispettivamente di una lesione al collaterale del ginocchio destro e di un problema al flessore. Per entrambi è previsto poco meno di un mese di stop.

Perdere tre giocatori in un colpo solo in vista della partita contro il Bate ha messo in estrema difficoltà Garcia, che si è trovato ben poca possibilità di scelta. Paradossalmente le maggiori avversità si sono presentate nel decidere chi schierare in quello che potrebbe definirsi il reparto nel quale la Roma è meglio fornita: la fase offensiva. Sulla base del lavoro svolto in allenamento il tecnico ha deciso di dare fiducia ad Iturbe, che, dopo il goal contro il Frosinone, aveva fatto riaccendere le sue speranze e quelle dei tifosi. L’argentino però, che a dire la verità non aveva convinto neanche contro il Carpi, si è mostrato tutt’altro che pronto ad affrontare una partita importante come quella che può essere un incontro di Champions League. Probabilmente la scelta migliore sia per il giocatore che per la società giallorossa sarebbe stata quella di cederlo al Genoa, secondo l’accordo che Sabatini aveva praticamente concluso e che però ha mandato a monte all’ultimo, blindando il giocatore.

Aldilà delle responsabilità dei singoli, bisogna sempre ricordare che a calcio si gioca in undici e che le responsabilità vanno divise in dodici, tra giocatori e tecnico. A questo proposito la piazza giallorossa è sempre molto passionale e tende ad individuare un unico capro espiatorio detentore di ogni colpa. Qualche volta questo ruolo è stato attribuito a Totti, molto più spesso però, come sta avvenendo anche in questo caso, il colpevole è stato individuato nell’allenatore. Garcia, nelle ultime ore, appare più che mai vicino all’addio dalla panchina giallorossa, molti tifosi, seguiti dalla stampa e dalle radio, hanno iniziato a fare anche il nome del possibile sostituto, che i più individuano in un unico nome: Carlo Ancelotti. Dopo aver espresso diverse volte la volontà di allenare quella che negli anni ottanta è stata la squadra del suo successo da calciatore, l’allenatore emiliano, sembra sempre più vicino alla panchina giallorossa.

Per Garcia sarà decisivo il match contro il Palermo, imbattuto con la Roma dal novembre 2012. Viste le numerose indisposizioni, il tecnico schiererà probabilmente un 4-3-3 con Szczesny tra i pali; Florenzi, il ritrovato Castan, Manolas e Digne in fase difensiva; Nainngolan, De Rossi e Pjanic a centro campo e il tridente Gervinho – Salah - Iago Falque in fase offensiva. Interpellato in conferenza stampa sulla sua posizione attuale e sulle possibilità delle Roma di vincere o meno lo scudetto, il francese ha risposto con una battuta, “meglio scommettere sui cavalli che sul calcio”, che è l’ennesima testimonianza di quanto, ora più che mai, sia precaria la situazione in quel di Trigoria.