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Il Bayern Monaco si aggiudica l’ottava Bundesliga di fila, la trentesima della propria storia, con due turni di anticipo. Riparte la Premier League, in Liga riparte la corsa a due.

BAYERN, SONO OTTO – La Bundesliga ormai pare diventata una questione del tutto bavarese. Dal 2013 il dominio del Bayern Monaco è diventato infatti indiscusso (o quasi) a livello nazionale. I rossoblù hanno trionfato con cinque tecnici diversi, partendo da Heynckes fino ad arrivare all’attuale, Flick. Una stagione che, a guardare l’epilogo, potrebbe presentarsi come una passeggiata di salute visto che Lewandowski & compagni possono vantare ben dieci punti di vantaggio dalla seconda in classifica con un turno ancora da disputare.

Eppure quella 2019/20 è stata per il Bayern una stagione fatta di luci e ombre, la cui svolta possiamo trovarla nella sostituzione a dicembre del tecnico, Niko Kovac, dopo un avvio di stagione piuttosto complicato. Con un Lipsia arrembante e un Dortmund in buona forma sono stati in molti a prevedere, forse sperare, che la Bundesliga cambiasse finalmente padrone dopo sette stagioni. Ma molto spesso si grida alla caduta degli Dei, senza riflettere su come una società ed una squadra riescano a mantenere per tanto tempo un rendimento così alto. E’ bastato quindi promuovere il vice allenatore, Hans-Dieter Flick, che a detta di molti era più di un vice soprattutto negli ultimi mesi della gestione Kovac, e lasciargli rimettere in ordine lo spogliatoio per godere di ottimi risultati fin dal primo momento. In una manciata di mesi, inframezzati dal lungo stop causa Covid 19, il tecnico tedesco ha ripreso a macinare punti, fino alla vittoria nello scontro diretto contro il Dortmund che ha sancito l’ipoteca ufficiale sulla stagione. Ennesimo secondo posto per i gialloneri, il quinto negli ultimi otto anni, che come spesso è accaduto non riescono alla lunga a mantenere il livello di concentrazione giusto per conquistare il titolo nazionale. Ottimo ad ogni modo il lavoro di Favre, la squadra è molto giovane e potrà sicuramente lottare per la vittoria negli anni a venire. Come ottima è stata anche la stagione del Lipsia, la prima sotto la guida di Nagelsmann: il giovanissimo ex Hoffenheim si conferma come uno degli allenatori più interessanti non solo in Germania ma in tutto il mondo. Anche in questo caso l’ossatura della squadra sembra ottima, per fare un salto ulteriore serve quindi continuità e magari qualche altro innesto di qualità. I biancorossi nell’ultimo turno si giocheranno l’ingresso in Champions League con Moenchengladbach e Leverkusen in un’interessante sfida finale che vede tre pretendenti e due posti a disposizione.

LIGA, QUESTIONE DI CLASICO – Se in Germania il campionato si è chiuso dopo una lunga corsa a tre, diventata addirittura a quattro in alcuni momenti della stagione, in Liga non c’è mai stato pericolo che la vittoria del titolo si allontanasse da Barcellona o da Madrid, sponda Real. Le due regine del calcio spagnolo hanno cominciato una lunga, e lenta, danza a due dalle prime battute del campionato: un tango che solo il Siviglia nelle primissime battute del campionato ha provato a disturbare. Alla ripresa del campionato il copione della Liga non sembra essere cambiato. Sia il Barcellona che il Real Madrid hanno ripreso a correre fortissimo, pronte a sfruttare una caduta dell’avversario per lanciarsi in fuga o, nel caso dei Blancos, per attuare il tanto agognato sorpasso. Messi e compagni tornano in campo strapazzando il Mallorca 4-0, il Real Madrid batte 3-1 l’Eibar nella nuova sistemazione, provvisoria, al Valdebebas. I catalani battono allora il Leganes e allungano di nuovo, ma i Galacticos passeggiano sul Valencia tenendo la scia. Fino a che è proprio lo stesso Siviglia di Lopetegui, che di certo non ha ricordi piacevoli di Madrid e del Real, a stoppare il Barcellona con uno scialbo 0-0 al Sanchez Pizjuan così da permettere a Zidane, grazie al 2-1 in casa della Real Sociedad, di raggiungere la vetta in coabitazione con i Blaugrana. Sessantacinque punti a testa, appaiati perfettamente, se non si tenesse conto degli scontri diretti che rimangono a favore del Real. Ma il balletto è ancora lontano dalla fine.

RIPARTE LA PREMIER, STOP DEL LIVERPOOL – Dopo il lungo stop dovuto al coronavirus riparte il massimo campionato inglese. La questione relativa alla vittoria finale era già chiusa da tempo grazie all’ampissimo vantaggio del Liverpool di Klopp. Nonostante ciò i Reds non riescono a tornare subito al successo e vengono bloccati dall’Everton nel sentitissimo derby di Liverpool. City che quindi, battendo agevolmente l’Arsenal 3-0, si porta a -23 punti dai rivali e a +6 dalla terza in classifica, con un turno da recuperare. Anche il Leicester si deve arrendere ad un pareggio nella sfida esterna contro il Watford, risultato che permette al Chelsea, vincente a Birmingham contro l’Aston Villa, di portarsi a distanza di sicurezza dallo United. I Red Devils ottengono un punto prezioso invece nella gara contro il Totteneham e rimangono in corsa per un posto in Champions League che, visto l’andamento generale della stagione, sarebbe un risultato del tutto insperato. Proprio gli Spurs e l’Arsenal sono invece la parte di Londra che non sorride per niente e può dire addio a qualsiasi velleità rispetto alla maggiore competizione europea: il rischio forte però è di non vederle neanche in Europa League.