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Da pochi giorni si è chiuso ufficialmente il calciomercato nei maggiori campionati europei. La Premier League rimane al top per quanto riguarda la spesa totale. Psg e Barcellona con l’amaro in bocca.

PREMIER LEAGUE – La massima serie inglese si conferma il campionato più ricco d’Europa e del mondo. Più di un miliardo e mezzo di euro spesi per gli acquisti dalle 20 squadre d’oltremanica. Circa cento milioni di euro in più rispetto alla scorsa estate anche se il discorso cambia andando a vedere il bilancio tra acquisti e cessioni: nell’estate 2018 segnava, a mercato chiuso, un miliardo di rosso.

Un anno dopo invece il bilancio dice un “più contenuto” -730 milioni di euro. Insomma, ok acquistare a peso d’oro ma anche “vendere vendere vendere”. Gradino più alto del podio, in quanto a esborso economico, per il Manchester City che mette sul piatto 170 milioni sostanzialmente per Rodri, Porro, Angelino e Cancelo. Niente botti per i Citizens che dettano un andamento “sottotono” di tutte le squadre d’oltremanica. Effetto Brexit? Chi lo sa. Fatto sta che il Liverpool, arrivato secondo lo scorso anno, spende addirittura zero, o giù di lì, confermando in blocco il gruppo Campione d’Europa. Il Chelsea vede approdare Pulisic (acquistato a stagione in corso) e il ritorno dei promettenti Mount e Abraham dai rispettivi prestiti e poi rimane a guardare a causa del blocco del mercato. Il Tottenham invece muove qualcosa dopo l’immobilismo dello scorso anno prelevando a peso d’oro Ndombele, Sessegnon e Lo Celso mentre l’Arsenal piazza i colpi Pepè, Saliba, Tierney e Ceballos. Particolare mercato per lo United che ricopre d’oro il Leicester per Maguire e il Crystal Palace per Wan-Bissaka per poi lasciar andare a prezzi ben più contenuti Lukaku, Sanchez, Smalling, Herrera e Darmian. Dall’Italia invece arrivano due giovani di belle aspettative: Cutrone ai Wolves e Kean all’Everton. Grandi investimenti anche da parte della neopromossa Aston Villa che punta su molti giovani interessanti (vedi Wesley, Douglas Luiz e Trezeguet). Poco o niente invece per Crystal Palace, Norwich e Burnley.

LIGA – In Spagna tengono banco principalmente due tormentoni per tutto il mercato estivo: Neymar e la sua voglia di tornare al Barcellona; gli esuberi multimilionari del Real Madrid. I due colossi del calcio spagnolo, per motivi differenti e molto relativi possono considerarsi quindi le grandi delusioni di questo calciomercato 2019/20 non essendo riusciti a raggiungere i propri obiettivi primari. I Blancos come di consueto spendono e spandono con i fuochi d’artificio ad inizio finestra di mercato: Hazard, Jovic, Militao, Mendy e Rodrigo rappresentano il 90% dei 307 milioni di euro investiti sul mercato. Sul fronte uscite invece la situazione si è fatta intricata praticamente da subito: Bale e James Rodriguez vengono praticamente scaricati da Zidane ma alla fine rimangono bloccati a Madrid e, ironia della sorte, complici alcuni infortuni, si trovano a giocare titolari, o quasi, le prime gare dell’anno. In Catalogna invece il sogno Neymar vive di alti e bassi giornalieri: dichiarazioni, proposte rifiutate, offerte lampo, guerre tra avvocati e riunioni tese. Mentre il brasiliano fa di tutto per far capire di voler cambiare aria e tornare ad abbracciare Messi& co. la trattativa diventa, ora dopo ora, una specie di guerra diplomatica. Come nelle migliori serie tv il colpo di scena finale, con accordo da 200 e passa milioni, pare cosa fatta per poi franare in maniera fragorosa a poche ore dal gong finale. D’altronde che si sarebbe andati incontro ad un mercato turbolento in casa Barcellona lo aveva annunciato già la trattativa Griezmann: clausola pagata, giocatore presentato e poi causa intentata dall’Atletico Madrid per aver preso accordi col giocatore già nello scorso marzo. Proprio i Colchoneros, al netto del pesante sacrificio del fantasista francese, si muovono molto bene sul mercato: fanno follie (forse eccessive) per il giovane Joao Felix, da molti ritenuto un vero e proprio fuoriclasse, e investono su un mix di giovani (Hermoso, Llorente e Lodi) e giocatori esperti (Trippier e Felipe). Inoltre con i sacrifici anche di Rodri e Hernandez chiudono la sessione con un attivo che sfiora i 100 milioni. Molte le operazioni del ds Monchi a Siviglia invece, con un investimento complessivo di ben 160 milioni e la curiosità per i colpi Ocampos e il giovane Koundè. Ottimo invece il colpo Fekir, messo a segno dal Betis Siviglia a cifre molto contenute, e gli arrivi di Denis Suarez e Rafinha al Celta Vigo.

LIGUE 1- Abbiamo parlato delle cosiddette “delusioni” di Real Madrid e Barcellona per un mercato ricco ma al quale è mancata la classica ciliegina sulla torta. Ad essere ancora più delusi, eufemismo, saranno di sicuro a Parigi dove il Psg si ritrova in squadra un Neymar depresso, arrabbiato e ben poco voglioso di mettersi al servizio di Tuchel. Scaricato da tutti, ds e allenatore compresi, l’astro brasiliano si ritrova a dover affrontare il campionato in un clima rovente visto il trattamento che i tifosi hanno già riservato nei suoi confronti in svariate occasioni. Il caso Neymar ha chiaramente, visto il movimento di soldi e tasso tecnico che avrebbe causato, bloccato il mercato dei parigini che rispetto ad altre sessioni sono rimasti ben più guardinghi: bene gli arrivi di Diallo, Gueye, Sarabia ed Herrera che allargano la rosa parigina contribuendo a coprire ruoli poco coperti. Da vedere il rendimento di Navas, che rientra in uno scambio di portieri che porta Areola al Real Madrid, che comunque può donare al reparto arretrato molta esperienza. Al colpo mancato, che porta il nome di Dybala, si è cercato di sopperire con Mauro Icardi, arrivato al fotofinish con tutti i ringraziamenti dell’Inter: se la punta argentina è un vero campione è giunto il momento di dimostrarlo. I suoi gol potrebbero fare la differenza anche se la Ligue 1, ormai da tempo, non è in discussione. Suscita interesse il mercato del Lille che punta su Renato Sanches, eterna promessa portoghese chiamato all’ennesima prova di rilancio, e sul giovane figlio d’arte Timothy Weah. Curiosità anche sull’impatto dell’argentino Dario Benedetto, attaccante tutto genio e sregolatezza proveniente dal Boca, che approda nel problematico Marsiglia. Il Lione invece si assicura Andersen per la retroguardia e il promettente Reine-Adelaide per il centrocampo ma perde in una sola sessione Fekir, Mendy e Ndombele.

BUNDESLIGA – Il mercato tedesco si rivela abbastanza frizzante, soprattutto sul fronte interno. Il Bayern Monaco chiaramente sbaraglia la concorrenza aggiudicandosi Hernandez dall’Atletico Madrid, Pavard dallo Stoccarda, Coutinho dal Barcellona e Perisic dall’Inter. Per contorno mette le mani anche sul promettentissimo Cuisance del Borussa Monchengladbach e sull’ancora più promettente Arp dello Schalke 04. I sacrifici invece non sono tali: Hummels torna a Dortmund ma era già stato rimpiazzato, Sanches approda al Lille ma in Baviera non ha mai convinto. La perdita maggiore magari è la vecchia guardia Ribery-Robben che segna l’inizio di una nuova era, o quasi, dalle parti dei rossoblu. Il Dortmund cerca di rispondere come può: il ritorno di Hummels è costato forse un po’ troppo caro ma dona sicurezza alla difesa; Hazard (Thorgan) e Brandt hanno il ruolo di rimpiazzare i migliori Kagawa e Pulisic. Buon mercato anche per il Lipsia che dalla Roma scommette sul misterioso Patrick Schick, scomparso dai radar calcistici dopo un ottimo impatto sul calcio italiano alla Sampdoria. Candido, Lookman e Nkuku rappresentano delle scommesse su cui Nagelsmann ha puntato parecchio: impressionante quanto sia bassa l’età media degli acquisti della società tedesca sia per le operazioni maggiori che minori. I Leverkusen invece piazza il colpo Demirbay dall’Hoffenheim e Moussa Diaby dal Psg. Bene l’Hoffenheim che riesce a strappare Samassekou al Salisburgo e con una serie di uscite chiude il mercato a +90 milioni di euro. Grande curiosità invece ruoterà intorno alla cenerentola Union Berlino, alla prima apparizione in Bundesliga, che ha acquistato ben 17 giocatori (più tre rientri dai rispettivi prestiti).