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È di pochi giorni fa la notizia secondo cui Totti non sarebbe soddisfatto del suo ruolo nella squadra che lo ha visto crescere.

Uomo immagine non è abbastanza, il sogno è quello di diventare direttore tecnico. L'allora ragazzo cresciuto a Porta Metronia e divenuto, poi, uomo calcando i palcoscenici più importanti dell'intero panorama calcistico italiano, ha sempre cercato di erigersi a simbolo della Roma, ma non ha sempre fatto il bene di questo club e dei suoi tifosi. Numerosi top players non sono giunti nella capitale, anche, per il peso specifico dell'ormai ex-numero 10: troppo ingombrante la figura di Totti in questo ambiente.

Uno degli allenatori più preparati è stato addirittura allontanato da Trigoria, reo di aver spinto il "Pupone" al ritiro (senza considerare le 41 primavere, che nel calcio di oggi si fanno sentire e non poco). Vogliamo porre l'attenzione, inoltre, sul distacco che ha avuto relativamente a questioni vicine la tifoseria più calda della cittá. Nè una parola sulla scellerata scelta di adottare la tessera del tifoso (esperimento fallimentare), nè sulla costruzione delle famose barriere in curva (accadimenti su cui un certo De Rossi ci ha messo la faccia in primis e schierandosi dalla parte dei supporters). Nello stesso periodo storico ha concesso un'intervista alla RAI in cui esponeva il suo malcontento, creando scissioni in una piazza che ha bisogno di coesione. Nulla toglie, però, ciò che ha fatto vedere in campo perché forse è il più giocatore più forte che ha vestito i colori giallorossi. È giunto, oggi, il momento di scindere Totti dalla Roma per il bene di tutti e della compagine romana in primis.