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Partiamo dalla Premier League dove, dopo 4 giornate, si spartiscono la vetta Chelsea, Liverpool e la sorpresa Watford.

L’avventura di Sarri in terra inglese parte “in quarta”: Huddersfield, Arsenal, Newcastle e Bournemouth le vittime dall’inizio della stagione. Bottino pieno e tanti complimenti per l’allenatore ex Napoli che non perde occasione per tirare frecciatine (pratica reciproca) al presidente partenopeo Aurelio De Laurentiis. I Blues sono partiti alla grande, nonostante un calendario favorevole, soprattutto grazie alle prestazioni del solito Hazard e di un Pedro e Morata rivitalizzati dall’addio turbolento di Antonio Conte.

Particolarmente importante la vittoria nel derby contro l’Arsenal (tutta spagnola con le reti di Alonso, Pedro e Morata). Partenza lanciata anche per il Liverpool di Klopp che supera, in ordine cronologico, West Ham, Crystal Palace, Brighton e Leicester City. I Reds, migliore difesa del campionato con un solo gol incassato, si giovano dell’arrivo del portiere ex Roma Alisson (nonostante la papera contro il Leicester City abbia fruttato per il momento l’unica rete incassata) e anche grazie ad un Manè già in grande spolvero (4 reti) si candidano come seri pretendenti al titolo d’oltremanica. Rimane in scia, tra molti sorpresi, anche il Watford di Javi Garcia: gli Hornets sfruttano al meglio un avvio soft a livello di calendario ma alla quarta giornata ottengono un’inaspettata vittoria al Vicarage Road contro il Tottenham di Pochettino. Eroi di giornata due vecchie conoscenze della Serie A: Pereyra e Holebas. Qualcuno già si azzarda a parlare di “nuovo Leicester”: attenzione, la stagione è lunga. Primo tra i flop è invece lo United di Mourinho. Stagione che si prospetta complicata per Red Devils e Special One: iniziata con i malumori di un mercato sottotono (per gli standard inglesi) e che è continuata con due passi falsi consecutivi contro Brighton e Tottenham. La vittoria con il Burnley ha riportato un minimo di serenità ma l’Old Trafford sembra più una polveriera pronta ad esplodere che una squadra di calcio. Fatica anche l’Arsenal di Emery, prima stagione dopo il regno Wenger. Le prime due giornate hanno visto i Gunners incassare un uno due micidiale da Manchester City e Chelsea, non proprio due clienti comodi. I successi con West Ham e Cardiff hanno rimesso un pizzico di buonumore ai biancorossi ma in fatto di gioco e convinzioni la strada pare lunga e difficile. Bene, ma non benissimo, il City di Guardiola, campione in carica e grande favorito anche quest’anno: i Citizens partono bene strappando il Community Shield al Chelsea e battendo Arsenal e Huddersfield. L’1-1 contro i Wolves rappresenta invece un inaspettato passo falso che viene in parte recuperato dal successivo 2-1 contro il Newcastle.

Passiamo in Liga, orfana di Cristiano Ronaldo arrivato alla Juventus nel mercato estivo. Dalle parti di Madrid, crisi di presenze allo stadio a parte, l’assenza del portoghese per il momento si è notata poco. Bottino pieno contro le non irresistibili Girona, Getafe e Leganes. La squadra di Lopetegui, che ha aperto la stagione con una bruciante sconfitta in Supercoppa UEFA contro l’Atletico Madrid, non brilla ma vince. Tra i più rivitalizzati dall’addio di CR7 di sicuro Karim Benzema: il francese guida la classifica cannonieri (in coabitazione con Messi) con 4 reti. Anche Gareth Bale non sembra aver sofferto più di tanto l’addio del compagno ma le sfide più difficili devono ancora arrivare. Appaiato in vetta, insieme alle Merengues, troviamo il Barcellona di Valverde. Punteggio pieno anche per i blaugrana, come da copione, che hanno già messo a segno 12 reti ( di cui 8 segnate all’Huesca) subendone 3. Lionel Messi guida i compagni con 4 reti. Sorprendente invece il Celta Vigo, terzo con sette punti, che nell’ultima giornata supera 2-0 l’Atletico Madrid. Proprio i Colchoneros devono arrendersi ad un avvio di stagione in chiaroscuro: la Supercoppa UEFA conquistata segna un ottimo traguardo. Meno belli invece i tre punti racimolati in tre gare che, conoscendo i ritmi di Real Madrid e Barcellona, lo relegano già ad un ruolo da comprimario. Grandi flop anche Valencia e Villareal che si trovano rispettivamente a 2 e 1 punto.

Arriviamo in Germania dove il Bayern Monaco non fa sorprese e ricomincia da dove aveva lasciato la Bundesliga. I campioni in carica, strafavoriti, conquistano prima la Supercoppa tedesca strapazzando 5-0 l’Eintracht, poi domano in successione Hoffenheim e Stoccarda. Comincia quindi nel migliore dei modi l’avventura di Niko Kovac sulla panchina bavarese. Sugli scudi il solito Lewandowski, dopo un mondiale assolutamente da dimenticare, e Tomas Muller, che dopo qualche annata zoppicante sembra essere tornato decisivo. A tenere il passo dei bavaresi per il momento Hertha Berlino e Wolsfburg. Segue a due lunghezze invece il Dortmund di Favre che incappa in uno scialbo 0-0 contro l’Hannover. Partenza shock per Schalke 04 (allenato da Domenico Tedesco) e Bayer Leverkusen, entrambe ferme a 0 punti.

Infine uno sguardo alla Ligue 1. L’avventura di Tuchel, nominato un po’ a sorpresa nuovo tecnico del Psg dopo l’addio di Emery, è cominciata col piglio giusto. 12 punti in 4 gare, 13 gol fatti e solamente 4 subiti. Dopo la conquista della Supercoppa di Francia (giocata tra l’altro con parecchi giovani) con un secco 4-0 ai danni del Monaco i parigini per ora hanno domato Caen, Nimes, Guingamp e Angers. In grande spolvero Neymar e il fresco campione del Mondo Mbappé. Provano a tenere il passo le altre ma già la fatica pare insormontabile. Digione e Tolosa seguono a 9 punti (non propriamente squadre attrezzate per un campioanto di alta classifica) mentre Lille, Marsiglia, Rennes e Montpellier distano già 5 punti dalla vetta. Male il Monaco di Jardim che rimane bloccato a 4 punti dopo le sconfitte con Bordeaux (unica in stagione per i girondini) e Marsiglia. Stesso punteggio per il Nizza di Vieira che non è ancora riuscito a ingranare la marcia giusta.