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Analisi della Decima Giornata del Campionato Italiano di Serie A.

LOTTA PER IL TITOLO Juventus FC: 25 pts AS Roma: 22 pts L'aggancio della Roma al primo posto dura appena tre giorni, giusto il tempo di vedere la Juventus riprendersi lo scettro nella decima giornata. Un insolito anticipo del Sabato alle 15:00 vede i giallorossi crollare a Napoli per 2-0, con un gol di Higuain ed uno di Callejon, ma il risultato poteva essere decisamente più largo a favore dei partenopei. La Roma non scende mai veramente in campo, ringrazia un paio di legni colpiti dagli avversari e si inchina ad un gioco partenopeo corale e coinvolgente, che vede in Insigne l'uomo più in forma della giornata. L'impressione è che la sconfitta per 1-7 subita dal Bayern, all'Olimpico, non sia ancora del tutto smaltita, e già Mercoledì i giallorossi dovranno affrontare i bavaresi in casa loro: se son rose, fioriranno, ma l'impressione è che saranno solo spine.

La Juventus passa facile ad Empoli, per 2-0, e lo fa grazie ad una bella novità e ad un gradito ritorno. Il ritorno è quello di Pirlo, di nuovo in gol su punizione dopo un periodo un po' opaco, mentre la bella scoperta è il gioiellino Morata, autore di una realizzazione strabiliante su assist del sempre decisivo Tevez. L'Empoli non gioca affatto male, anzi spaventa Buffon in almeno un paio di occasioni con Pucciarelli e Tavano, ma il portiere bianconero si mostra ancora decisamente lontano dal pensionamento e sventa le occasioni toscane. I risultati di giornata regalano tre punti di vantaggio al gruppo di Allegri rispetto agli avversari capitolini, e la due giorni di Champions che verrà la dirà lunga sulla vera tenuta della coppia di squadre in corsa per il titolo in Serie A: la Roma potrebbe permettersi ancora uno stop contro i sicuri vincitori del suo girone, i tedeschi del Bayern, mentre la Juventus non potrà davvero concedere nulla, in casa, contro un Olympiakos che è ormai platealmente la concorrente diretta per il passaggio agli Ottavi di Finale.

CORSA PER L'EUROPA SS Lazio: 19 pts UC Sampdoria: 19 pts Genoa CFC: 18 pts SSC Napoli: 18 pts AC Milan: 16 pts Udinese Calcio: 16 pts FC Internazionale: 15 pts La corsa all'Europa registra, nella Decima Giornata, l'enorme sorriso di tutta Genova: la Samp si sbarazza infatti della Fiorentina, in casa, in una specie di scontro diretto tra outsider del contesto. Finisce 3-1, con i gol di Capitan Palombo, su rigore, di Rizzo e di Eder, mentre per la Viola l'unica gioia è un colpo di testa di Savic, con un rigore sprecato da Rodriguez e ben parato dal vice-Campione del Mondo Romero. L'altra squadra della città ligure, il Genoa, passa con uno spettacolare 2-4 a Udine ed apre la crisi della creatura di Stramaccioni. Proprio la squadra friulana aveva aperto con un mezzo record di Di Natale, in gol dopo appena ventitré secondi, ma si è dovuta arrendere sotto i colpi di Marchese (splendido, a dir poco, il suo tiro al volo da fuori area), Iago Falquè, Matri e del redivivo Kucka. Di Widmer l'inutile 2-2 sul finale di primo tempo per l'Udinese. Che dire della squadra di Gasperini? Un gruppo giovane, coeso e che ha appena steso niente di meno che Madama Juventus, e che pare aver raggiunto finalmente una continuità di risultati da mettere paura a tutte le altre in corsa per l'Europa: fino alla scorsa giornata ero stato titubante sull'inserire il Grifone nei sodalizi subito dopo le prime due… ora, credo, non è davvero possibile ignorare questa bella novità del nostro campionato. Aggancia la Samp, al terzo posto, la Lazio-spettacolo di Stefano Pioli. Nel posticipo del Lunedi, conto un Cagliari battagliero ma poco attento in fase difensiva, i biancocelesti ritrovano Klose (2 gol) e trionfano con un 4-2 che, dopo il 3-0 del primo tempo, pareva rimettersi clamorosamente in discussione nei minuti finali. Il Napoli, come già anticipato parlando della Roma, vede il Pipita Higuain ed il suo capocannoniere Callejon piegare la Lupa, e non può che sperare di continuare ad avere uomini in uno stato di forma così eccellente come Insigne ed il difensore Koulibaly: la corsa al terzo posto, per i partenopei, è più aperta che mai, e forse addirittura la seconda piazza della Roma può tornare ad essere in discussione. Udinese sconfitta, come detto, e ferma a 16 insieme al Milan: il gruppo di Inzaghi si fa sistemare in casa dal Palermo per 0-2, e guai, almeno per il momento, a parlare ancora di ottica terzo posto. L'autogol di Zapata ed il bel gol di Dybala, nel primo tempo, sono legittimati da almeno altre due clamorose occasioni rosanero, mentre il club di Via Turati non riesce mai a creare seri pericoli agli ospiti, pur giocando l'intero secondo tempo all'assalto. Ultima del gruppo, l'Inter di un Mazzarri sempre più lontano dal cuore dei tifosi nerazzurri. La squadra del Presidente Thoir perde a Parma e riesce nell'impresa di resuscitare i ducali, finora sempre sconfitti meno che in un'occasione. L'inedita doppietta di De Ceglie piega un gruppo poco coeso e mai veramente pericoloso, tranne per il palo colpito dal pur positivo Kovacic, e proietta ombre oscurissime sulla panchina del tecnico livornese. Forse non ci sarà un esonero prima di Natale, come i tifosi vorrebbero, ma la strada intrapresa è decisamente poco fortunata.

META' CLASSIFICA AC Fiorentina: 13 pts Hellas Verona: 13 pts Torino FC: 12 pts Città di Palermo: 12 pts US Sassuolo: 11 pts Nel gruppo senza infamia e senza lode, la Fiorentina conferma il suo periodo altalenante ed inizia a staccarsi in maniera preoccupante dalle posizione che garantiscono una qualificazione continentale. La sconfitta contro la Sampdoria porta la Viola a ben cinque punti dall'ultimo posto disponibile per l'Europa League e, al di là della questione squisitamente numerica, conferma una specie di passaggio del testimone a favore della squadra di Mihajilovic come outsider rispetto alle romane, al Napoli ed alle milanesi. Poi, questo è certo, il campionato è ancora lungo ed il rientro in pianta stabile di Gomez, prima che di Rossi, potrebbe rimettere tutto in discussione, ma per il momento è proprio tutta l'orbita della Fiorentina ad essersi oscurata in maniera preoccupante. Il Toro si blocca contro l'Atalanta e continua ad avanzare a piccoli passo verso quella che, in tutta onestà, non può che essere più di una tranquilla salvezza nel primo campionato da spartirsi con una pesante ma prestigiosa Europa League. Mi sono espresso più volte sulla pericolosità della competizioni europee per le formazioni di medio o discreto livello, sull'incubo-retrocessione che può scaturire dal doppio impegno settimanale e dai disastri procurati dalla preparazione atletica anticipata per i Playoff estivi: il Toro non ha ancora una rosa in grado di lottare per le prime posizioni, questo è chiaro, ma già onorare un impegno internazionale e sopravvivere dignitosamente in Serie A, secondo me, è segnale di una certa maturità e di una crescita costante del progetto del Presidente Cairo. Sale a dodici punti, con la clamorosa vittoria contro il Milan, a Milano, il Palermo di Iachini. Il primo tempo di San Siro è un autentico monologo dei giocatori rosanero, in gol grazie all'autorete di Zapata ed al raddoppio di Dybala, mentre nel secondo tempo è il Milan a passare la gara all'attacco; con tutti i suoi uomini offensivi in campo, Inzaghi cerca disperatamente di riaprire la partita, ma non riesce ad impensierire praticamente mai il portiere ospite Sorrentino. La bella vittoria del Meazza regala al Palermo una settimana di assoluta tranquillità, con la certezza ormai quasi del tutto materializzata di essere formazione di ben altro livello rispetto alle pericolanti: clamorosi ribaltoni a parte, anche il gruppo di Iachini non dovrebbe avere problemi a raggiungere una salvezza abbastanza anticipata. Il Sassuolo, dopo due vittorie consecutive, fallisce il cambio di passo e si ferma sullo 0-0 a Verona, contro il Chievo. Si tratta, chiaramente, di un'occasione sprecata per gli uomini di Di Francesco, ma un'ottica più realistica non può che descrivere questo pareggio come una discreta continuità per un gruppo che sta allontanando lo spavento di un inizio di stagione titubante e si sta provando a regalare, se non una speranza di palcoscenico europeo, almeno una bella tranquillità. Il migliore in campo del Bentegodi, in ogni caso, è il portiere del Chievo Bizzarri, e questa è una nota positiva di cui la squadra neroverde non può che andare fiera. L'Hellas gioca il posticipo del Lunedì, proprio come la Lazio appena affrontata in casa, e trova un pari tutto sommato accettabile sul campo del Cesena. Padroni di casa in vantaggio con Defrel e pareggio ospite di Juanito Gomez: col punto conquistato gli uomini di Mandorlini staccano ancora un po' la zona pericolante, e restano i più vicini, di quelli a metà del guado, alla prospettiva di lotta per un piazzamento europeo.

BAGARRE-SALVEZZA Cagliari Calcio: 9 pts Atalanta BSC: 9 pts Empoli FC: 7 pts AC Cesena: 7 pts Parma FC: 6 pts Chievo Verona: 5 pts Si prende l'ultimo posto, alla fine della Decima Giornata, il Chievo, ed è un ultimo posto decisamente meritato. Il gruppo di Corini prima e di Maran poi continua a proporre un non-gioco che con estrema difficoltà regalerà, a fine stagione, non tanto la salvezza, ma almeno una battaglia accesa fino all'ultima giornata. Certo, il bicchiere può essere inteso come mezzo pieno se si pensa che questo è il primo punto guadagnato da Maran, in tre partite, ma è una illusione che dura il tempo di pochi istanti: il migliore in campo del Bentegodi, contro un Sassuolo ben messo in campo e di valore enormemente superiore, è il secondo portiere dei clivensi, Bizzarri, ed il dirimpettaio Consigli non s'è dovuto impegnare praticamente mai. Di questo passo, la retrocessione in Serie B sarà presto realtà: eppure, almeno a leggere i nomi, il gruppo di Verona pare tutt'altro che male assemblato… La resurrezione di giornata è quella del Parma, che batte in casa l'Inter con un 2-0 figlio dell'inedita doppietta di Paolo De Ceglie; il gruppo di Mazzarri in questo periodo non è propriamente il Real Madrid, ma l'ottima tenuta difensiva e le buone iniziative davanti dei ducali, grazie ad un sempre attivo Cassano, hanno fatto registrare un netto cambiamento rispetto all'inedia delle disastrose giornate precedenti. E' presto per parlare di fine della crisi, ma questa è sicuramente la strada giusta per una prospettiva di guarigione. Cesena e Cagliari affrontano rispettivamente Hellas in casa e Lazio fuori nei posticipi del Lunedì: gli esiti vedono i romagnoli portare a casa un buon punto contro i veronesi, mentre la squadra di Zeman si arrende all'Olimpico sfiorando una rimonta clamorosa (da 3-0 a 3-2), prima del gol in grado di chiudere il discorso di Honorato Ederson per il 4-2 finale della Lazio. Resta bloccato a sette punti, con la sconfitta dell'anticipo contro la Juventus, l'Empoli di Sarri: ancora una volta, i giovani toscani hanno mostrato discrete trame ed una buona organizzazione di gioco, e solo i lampi di classe degli assi di Madama e le parate di Buffon hanno frustrato le velleità di rimonta degli azzurri. Pochi(zero, nel caso) punti e qualche buon elogio, come al solito: a fine anno basterà? Sale a nove, con il pari di Torino, contro l'altra torinese, l'Atalanta. I nerazzurri si difendono con ordine in una specie di autentica trincea bergamasca sul campo dei granata, e portano a casa un buon pareggio. L'avvio di stagione ed i valori tecnici dei giovani di Colantuono parrebbero consigliare ben altri palcoscenici, e non una piena immersione nelle sabbie mobili della relegation-battle, ma tant'è: fino a che le ultime tre resteranno a distanza di sicurezza andrà bene lo stesso, ma guai se quell'esile distacco dovesse assottigliarsi…