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Sembrano lontani i tempi in cui partenopei e juventini si contendevano il vessillo italiano mettendo in mostra i loro due campioni piú rappresentativi: Maradona e Platiní.

In questo momento i veri top player sono seduti in panchina e dirigono le operazioni tattiche: Sarri, amante del bel gioco e maestro di calcio anche se proviene da un mondo esterno ed Allegri, uno che il calcio che conta lo ha masticato fin da giovane. Proprio loro due hanno plasmato le prime della classe a propria immagine e somiglianza, facendoci gustare un Napoli brasilianeggiante nel gioco che vince per 2 a 0 contro il Benevento (e diverte gli spettatori) ed una Juventus che annienta per 7 a 0 il Sassuolo (senza far vedere un gioco spumeggiante).

La storia insegna che chi vince ha sempre ragione e bisognerà vedere chi arriverà pronto all'esame di Maggio. Risale la china la Roma che, dopo aver appurato della brutta notizia dell'arresto di 21 supporters (prontamente liberati nella giornata di ieri) ha vinto di misura contro gli scaligeri, grazie alla rete di Under. Pareggia contro il Crotone un Inter orfana di Icardi, oltre che di risultati. Pareggia anche il Milan alla Dacia Arena per colpa di un autogol do Donnarumma, gol da applausi per Suso. Perde la Lazio nel posticipo contro il Genoa: a Parolo rispondono l'ex Pandev e, l'obiettivo della Roma targata Monchi, Laxalt. Rimangono terzi i biancazzurri ad una lunghezza dall'Inter ed a due dai cugini giallorossi. Allunga il Crotone, che va a piú 3 sulla Spal e condanna al momento i ferraresi (insieme ad Hellas e Benevento).