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I due tecnici protagonisti di una piccola rissa durante il derby vinto dal Chelsea sempre più primo e convincente; in Spagna dilaga il Real mentre crolla l’Atletico di Simeone al Mestalla.

Forse è un peccato solamente vedere che anche Arsène Wenger, da sempre tecnico dotato tanto di classe quanto di grinta, può completamente perdere le staffe e avventarsi su un collega non proprio amico.

Bisognerebbe chiedere allo “SpecialOne” cosa si sia inventato stavolta per far innervosire l’avversario come ai tempi di Madrid,in cui cercò invano di far sbottare prima Guardiola e poi Vilanova senza riuscirci. Al di là del siparietto, per la verità molto sincero e nervoso, Chelsea e Arsenal danno vita ad un’ottima partita che però incorona ancora una volta i “Blues” a prima forza del campionato. I Gunners non danno vita a grandi azioni pericolose a parte qualche tiro da fuori di un tarantolato Wilshere, nervoso e poco lucido ma per lo meno grintoso, e di uno spento Ozil.

In tribuna Low avrà di certo notato che il trequartista tedesco non fosse al meglio. Brilla Hazard, quando accellera tutta la difesa dell’Arsenal va in affanno, e il solito Diego Costa che segna ancora con un delizioso pallonetto e conferma la sua prima posizione tra i marcatori con ben nove gol. E’ arrivato il primo sigillo invece in terra inglese per Radamel Falcao: grazie alla sua rete lo United vince contro l’Everton in casa e sale a quota 11 punti, quarta posizione, a ridosso del Southampton terzo. Proprio la squadra di Koeman e Pellè stavolta stecca contro il Tottenham e cade al White Hart Lane. Infine bene il Liverpool con Rodgers che schiera Lambert dal 1’ e non Balotelli: i Reds superano 2-1 il WBA con molta fatica e grazie ai gol di Lallana e Henderson.

Passiamo alla Liga, a Madrid, dove i Blancos di Ancelotti s’impongono con un secco 5-0, pesante e meritato, al Bernabeu contro l’Athletic di Bilbao: tripletta di Ronaldo, tredicesimo gol in campionato per lui in sette partite, e doppietta di un rinato Benzema. Blancos che riescono quindi a scavalcare gli odiati cugini dell’Atletico Madrid visto che la squadra di Simeone cade sotto i tre colpi del Valencia al Mestalla: Gomes,Otamendi e l’autogol di Miranda con Mandzukic che regala ai Colchoneros il gol della bandiera.Valencia che quindi diventa secondo con diciassette punti.Bene il Barcellona invece in casa del Rayo: Messi e Neymar, sempre loro, decidono la gara e tengono in vetta la squadra. Molto bene anche il Siviglia, campione in carica dell’Europa League, terzo a tre lunghezze dal Barcellona.

Meno bene, e non scherziamo, a Parigi dove il Psg senza Ibrahimovic non segna e non vince più. Preoccupa Cavani, l’ombra del giocatore che abbiamo potuto ammirare in Italia, che per l’ennesima volta non trova la via del gol: al Parc de Princes finisce 1-1 contro un Monaco in piena crisi societaria,tattica e finanziaria. A Lucas Moura, il più in forma ultimamente, risponde Martial, giovanissimo dal futuro assicurato del club monegasco. Rimane quindi in vetta il Marsiglia, ancora vittorioso sul campo del Caen, seguito a ben cinque punti dal Bordeaux, battuto dallo Stade de Reims. Terzi proprio i parigini ma a sette punti dall’Olympique di Bielsa.

Da “grande” che stenta a “grande” che si riprende: il Bayern di Guardiola s’impone 4-0 sull’Hannover e si lancia a diciannove punti, solitaria in vetta: doppietta di Lewandowski e doppietta di Robben. Intanto il Dortmund passa una crisi profonda, nonostante i buoni risultati in Champions e una Supercoppa Tedesca già in bacheca, e perde in casa contro l’Amburgo. La squadra di Klopp adesso è a soli due punti dalla zona retrocessione e a ben dieci dal Bayern. Hoffenheim e Gladbach sono le prime inseguitrici dei bavaresi ad ora, ma la distanza dalle altre è minima. Un campionato che, come spesso accaduto nelle ultime stagioni, si rivela aperto solo per la conquista della seconda posizione e della salvezza.