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E’ il giorno di Roma – Napoli, il derby del sole! La giornata non poteva che essere meravigliosa dal punto di vista meteorologico, temperatura sopra i 20 gradi e cielo senza nuvole.

Presenza di pubblico importante all’Olimpico per una partita da non perdere per gli intenditori di calcio, non solo per gli aspetti tecnici, ma per l’atmosfera sempre particolare. Mister Ranieri si rincuora con la disponibilità di giocatori importanti. Tornano De Rossi, Kolarov, Manolas e Perotti. Ancora fuori Florenzi per infortunio al suo posto Santon. Il mister di Testaccio schiera un 4-2-3-1 con Dzeko unica punta, ma a supporto immediato Schick, Perotti e Cristante. Davanti alla difesa Nzonzi e De Rossi, i soliti tre in difesa (Manolas, Fazio e Kolarov) più Santon, tra i pali Olsen. Zaniolo e Under precauzionalmente in panchina. Mister Ancelotti schiera una formazione molto offensiva con Milik e Verdi davanti con Mertens subito alle loro spalle. Nel tunnel prima dell’ingresso in campo bellissimo l’abbraccio tra Ancelotti e Ranieri, i due allenatori più anziani del campionato. Grande la stima che li lega.

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Innovazione e distinzione, con questi due termini tra qualche anno partirà la nuova Champions League stile campionato.

Le nuove esigenze del target hanno imposto inconsciamente un cambio di rotta, che ai più tradizionalisti non piacerà, ma che servirà per far sì che il gioco del pallone non perda la leadership nel settore sportivo. Un mix tra le compagini storicamente blasonate e quelle appetibili del "nuovo millennio", senza tralasciare i meriti sportivi. Per ciò che concerne il torneo nostrano le selezionate sono: Juventus, Milan, Inter e Roma.

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E’ TORNATO IL MONACO – Comunque andrà a finire questa stagione sarà ricordata come una delle peggiori per il Monaco.

La squadra del Principato, ultima a riuscire nell’incredibile impresa di strappare la Ligue 1 dalle terribili grinfie del Psg, si è attestata negli ultimi anni nelle zone alte della classifica. Acquisti eccellenti e tecnici dai nomi altisonanti ne hanno fatto ormai una realtà del calcio francese e vedere i biancorossi lottare strenuamente (e con scarso successo) per uscire dalla zona retrocessione ha fatto storcere il naso a molti.

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Quando ci si sente traditi si prova quella sensazione di rabbia mista allo sconforto per aver creduto che il proprio sogno venisse realizzato, non è questo il caso di una piazza che non è mai stata in grado di apprezzare un progetto morto sul nascere.

Ultimo atto della Roma di Monchi, le dimissioni del ds che rientra nella sua Siviglia dopo aver cercato di insediare una mentalità lontana da quella che unisce il giallo con il rosso. Il primo passo verso la rinascita è l'inizio del buio, quell'oscuro che può passare solo con lavoro e dedizione. Servirebbe mettere mano all'interno della società ed estirpare tutte le foglie secche, in modo da far tornare fertile una compagine che ha perso tutto il suo essere.

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Pragmatismo, dedizione e signorilità che mixata al suo savoir faire inglese e la sua anima testaccina descrive l’identikit perfetto dell’allenatore romano.

Animo arcigno e cuore gentile hanno sempre caratterizzato la carriera di Claudio Ranieri, osannato dall’isola britannica dopo il campionato vinto con il Leicester e rispedito al mittente per la deludente parentesi londinese, sponda Fulham. Adesso, però, è tornato tra le mura amiche per dare un po’ di romanità in più ad una squadra che sembra aver perso la quadratura del cerchio. L’esonero di Di Francesco e la rescissione consensuale di Monchi fanno solo intuire lo stato di confusione della squadra giallorossa. E se il vero problema fosse proprio la romanità?