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All'ombra della Mole Antonelliana già sono pronti, tra sfottò e minacce velate scenderanno all'Olimpico di Torino i granata contro i bianconeri.

Una sfida che può essere insidiosa per i Campioni d'Italia solo se il Toro si affida all'orgoglio ed a quella voglia di dissidenza di un mondo a loro lontano. Anche la sconfitta in Champions dei bianconeri contro i semi-sconosciuti svizzeri dello Young Boys e il fatto che il Torino non fa suo il derby da oltre tre anni (era il 26 aprile 2015), potrebbe essere dei buoni motivi di riscossa.

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Tracollo capitolino e ritiro immediato per le compagini che si spartiscono il tifo e la città, divise dal fiume Tevere (oltre che da valori e colori) ma unite da quel filo sottile che sprofonda nel baratro e da lí poi non si risale.

Raggiunte nei minuti di recupero, come fossero due squadre senza più anima nè obbiettivi: Cagliari-Roma 2 a 2 è l'emblema del pressapochismo, mentre Lazio-Samp 2 a 2 è la rappresentazione della mancanza di ego sportivo. Anima che sta dimostrando di avere il Chievo, che non vince solamente perché Bruno Alves decide di dipingere una traiettoria che si depositerá all'incrocio dei palo dove neanche il miglior Sorrentino potrebbe arrivarci. Milan che si ferma 0 a 0 contro il Torino e Fiorentina che recupera una partita che sembrava persa: 3 a 3 contro il Sassuolo.

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Quando il bianco si unisce con il nero, ma a chilometri di distanza si sposa alla perfezione con l'azzurro non possono che accendersi i riflettori e vedere cosa accade.

Succede che il derby d'Italia è pur sempre una delle partite più sentite nello Stivale, allora i colori passano in secondo piano e si da rilevanza a quella sfera che dovrà gonfiare la rete avversaria. Juve-Inter, aprirà una giornata che sulla carta non regala moltissime emozioni come questo match. Gli anticipi dell'8 Dicembre vedranno il Napoli ospitare un Frosinone che pur giocando bene, non riesce a portare 3 punti in cascina.

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Trentuno reti fatte ed otto subite, quaranta punti su quarantadue. Basterebbe questo per descrivere la stagione da schiacciasassi che sta vivendo la squadra piemontese.

Allegri lo sa bene, ma non ha un compito facile come sembra: mettere insieme dei campioni con la pressione di dover vincere non è lavoro per tutti. Invece, 3 a 0 alla Fiorentina come se nulla fosse: chapeau. L’inseguitrice numero uno riesce a “tenere il passo” rimanendo a meno otto punti, agguantando una vittoria di misura in casa della Dea. L’Inter di Spalletti riesce a domare una Roma, quasi mai nel vivo del gioco, una partita con poche occasioni anche se il risultato racconterebbe alltro. 2 a 2, condito da presunti errori arbitrali, da una parte e dall’altra.

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All’Olimpico si affrontano Roma e Inter. Una partita dalle forti emozioni. Molti gli ex in entrambe le squadre.

E’ il ritorno di mister Spalletti all’Olimpico dove non ha lasciato di certo un buon ricordo, dopo essere stato molto amato nelle sue passate esperienze giallorosse, ma nell’ultima permanenza con la squadra capitolina si è guastato più di qualcosa. E’ il ritorno anche di Radja Nainggolan che però siede in tribuna per problemi fisici, nei suoi confronti sensazioni diverse, il Ninja è ancora molto amato nella Capitale e c’è chi lo continua a rimpiangere. Nella Roma tre ex neroazzurri in campo, Juan Jesus, Nicolò Zaniolo e Davide Santon.