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Nel primo boxing day del campionato italiano, la Roma affronta il Sassuolo. Per i ragazzi di mister Di Francesco la partita contro gli emiliani non rappresenta proprio l’ultima spiaggia ma quasi.

Il mister giallorosso non può più permettersi di sbagliare anche perché prima del match la sua squadra si trova posizionata all’undicesimo posto, lontanissimo da tutto, ma soprattutto lontana dalla qualificazione Champions, con 24 punti in classifica, non ne guadagnava così pochi dopo le prime 17 giornate di Serie A dal campionato 2008/09. Una partita sicuramente particolare per mister Di Francesco considerato che nel Sassuolo milita suo figlio Federico che mister De Zerbi fa partire dalla panchina.

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Il Natale è alle porte, pronte tavole imbandite ed anche i tifosi sono affamati ma non solo di leccornie ma anche e soprattutto di punti.

Match importanti dal punto di vista emozionale e di classifica. Si comincerà con un Olimpico quasi deserto per un Lazio-Cagliari dal sapore di goleada. Alle 15,00 spiccano Milan-Fiorentina (incontro dal sapore europeo) e Chievo-Inter. Il Napoli dovrà vedersela contro i ferraresi della Spal per non lasciare scappare la Juventus verso l’ennesima vittoria del tricolore.

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Nella 16° giornata del campionato di calcio di Serie A, i giallorossi affrontano i rossoblu del Genoa. Due squadre in un periodo di crisi marcata con voglia di riscatto.

La curva Sud fischia sonoramente i suoi giocatori all’ingresso in campo mostrando un definito spazio vuoto a ridosso del terreno di gioco. Il resto dello stadio applaude come al solito la squadra, attenendosi, probabilmente, al credo giallorosso “LA ROMA NON SI DISCUTE, SI AMA”. Ancora martoriata dagli infortuni, la Roma scende in campo con una formazione anomala, specialmente in avanti dove l’ariete o meglio, il “falso nueve”, è Nicolò Zaniolo.

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All'ombra della Mole Antonelliana già sono pronti, tra sfottò e minacce velate scenderanno all'Olimpico di Torino i granata contro i bianconeri.

Una sfida che può essere insidiosa per i Campioni d'Italia solo se il Toro si affida all'orgoglio ed a quella voglia di dissidenza di un mondo a loro lontano. Anche la sconfitta in Champions dei bianconeri contro i semi-sconosciuti svizzeri dello Young Boys e il fatto che il Torino non fa suo il derby da oltre tre anni (era il 26 aprile 2015), potrebbe essere dei buoni motivi di riscossa.

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Tracollo capitolino e ritiro immediato per le compagini che si spartiscono il tifo e la città, divise dal fiume Tevere (oltre che da valori e colori) ma unite da quel filo sottile che sprofonda nel baratro e da lí poi non si risale.

Raggiunte nei minuti di recupero, come fossero due squadre senza più anima nè obbiettivi: Cagliari-Roma 2 a 2 è l'emblema del pressapochismo, mentre Lazio-Samp 2 a 2 è la rappresentazione della mancanza di ego sportivo. Anima che sta dimostrando di avere il Chievo, che non vince solamente perché Bruno Alves decide di dipingere una traiettoria che si depositerá all'incrocio dei palo dove neanche il miglior Sorrentino potrebbe arrivarci. Milan che si ferma 0 a 0 contro il Torino e Fiorentina che recupera una partita che sembrava persa: 3 a 3 contro il Sassuolo.