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Parlando di serie tv tratte da romanzi, una serie che sta diventando un vero e proprio cult è Normal people.

Gli episodi girati da Lenny Abrahamson e Hettie Macdonald, nascono dalle pagine dell’omonimo romanzo di Sally Rooney, scrittrice irlandese  classe 1991 ed ex studentessa del Trinity college di Dublino. Normal people ha ottenuto  il premio per il miglior romanzo ai Costa Book Awards e la trasposizione in serie televisiva  proprio nel 2020.

Il romanzo e la serie ci raccontano la storia d’amore di Marianne (Daisy Edgar-Jones) e Connell (Paul Mescal), due persone che di normale non hanno nulla. O forse proprio tutto.  I due inizialmente sembrano viaggiare su percorsi opposti: Marianne, studiosa, ribelle ed outsider; Connell è un atleta popolare e lo studente brillante che tutti guardano con ammirazione. Sua madre lavora come colf nella grande casa degli Sheridan, la famiglia di Marianne.

Queste due personalità apparentemente così diverse, si conoscono tra i banchi di un  liceo di Sligo,  senza condividere nulla se non i pochi incontri a casa di Marianne, anche luogo di lavoro della madre di Connell. Con  il passare del tempo, Connell troverà nella diversità di Marianne un rifugio, un’ancora di salvezza a cui appoggiarsi, che gli servirà per allontanarsi da un gruppo di amici con cui capisce di non condividere più molto.  Presto i due si accorgeranno di avere una visione della realtà molto simile, delicata, attenta e a volte sarcastica; un mondo interiore sempre in tumulto.

Le loro particolari sensibilità sono destinate ad incontrarsi e a legare inevitabilmente i due personaggi uno alla vita dell’altra. La loro storia inizia al liceo, ma attraverso separazioni, strappi e ricuciture i due  vivono insieme la vita universitaria e si preparano agli anni della maturità. Marianne e Connell sono due esseri umani che si cercano e si perdono. Sono due persone che vedono le vicissitudini della vita intromettersi nella loro relazione. La loro è una storia reale, dolceamara come la vita, ma soprattutto testimone di un’affinità elettiva capace di resistere  al tempo. Normal people è il racconto di due ragazzi che scoprono se stessi insieme, tra la malinconica e grigia provincia irlandese e la campagna italiana illuminata da un’estate dorata. Come due piantine condividono lo stesso pezzo di terra, crescono uno vicino all’altra, a volte sostenendosi a vicenda, altre volte respingendosi. È la storia di un amore giovane che pare destinato a non compiersi mai, ma anche una riflessione sulla banale e feroce dolcezza di una relazione, estremamente immersa nei nostri tempi.

Di certo le “persone normali” del titolo non sono l’oggetto della narrazione, perché Marianne e Connell normali non sono: sono invece un’aspirazione dei protagonisti, che anelano, ognuno a modo suo, a una normalità delle abitudini e dei sentimenti, costantemente minacciata da una mente troppo complessa, che li spinge a eccellere nei loro campi, ma anche a soffrire di un costante senso di spaesamento di fronte a un mondo che si muove in direzioni sempre diverse dalle loro. Eppure questo è il pregio più struggente di Normal People: raccontare un pezzo di vita vera.