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The Walking Dead riparte allontanandosi dalla linea narrativa presa fino a questo punto, quella incentrata sul gruppo di Rick Grimes e sullo scontro con i Cacciatori di Terminus, e si concede un'intera puntata per descrivere la sorte toccata a Beth Greene. Che la ragazza presa da una misteriosa macchina crociata, mentre era con Daryl, fosse ancora viva e non fosse finita come carne da macello a Terminus, questa era intuizione ormai condivisa dalla maggior parte del pubblico di TWD; il punto è che pochi avrebbero scommesso di ritrovarsi la sorella di Maggie addirittura ad Atlanta, città che nel pilot della Season One era stata vista come ancora di salvezza per un confuso Rick Grimes e che poi s'era rivelata, nel corso degli episodi, poco meno che una trappola mortale per chi vi capitava all'interno.

Scopriamo così che, nonostante i bombardamenti al napalm che Shane e compagnia evitarono per miracolo, all'inizio dell'outbreak, una primordiale forma di società è rimasta attiva nella città più rappresentativa della Georgia: si tratta di un ospedale, o di quel che ne resta, portato avanti da un'ex poliziotta, Don, e da un solo dottore, il Dottor Edwards. In mezzo, qualche viso poco interessante ed un paio di qualche riguardo: un mezzo maniaco sessuale, parzialmente giustificato dalla leader del posto perché poliziotto anche lui, ed un ragazzo di colore che vuole scappare dall'ospedale, Noah. Il posto, che si promette portatore sano sia di salvezza per i passanti raccolti dalla macchina con la croce che di rinascita per la società, inizia a puzzare di bruciato sin da subito, esattamente come tutti i luoghi che The Walking Dead ci ha spiattellato davanti agli occhi in maniera troppo luccicante: si capisce così, in breve, che le regole dell'ospedale non permettono a nessuno di andare via senza aver prima "ripagato" la spesa necessaria alla propria salvezza (un debito, a detta di Noah, che non sarà mai del tutto colmato per Don e compagia), e che la tensione tra gli stessi addetti ai lavori porta un po' troppo speso ad esiti terribili: è il Dottor Edwards stesso, presentatosi a Beth come persona colta e di cuore, a far morire un uomo ferito, attraverso la strumentalizzazione della mano della ragazza, pur di restare l'unico medico del posto e mantenere il suo diritto alla sopravvivenza in quella parvenza di comunità.

Il sesto senso maturato in Beth fino a questo punto spinge la ragazza a cercare la fuga, ed in una situazione nemmeno troppo casuale, che porta alla morte del poliziotto maniaco dopo un tentativo di stupro ai limiti del ridicolo, lei e Noah riescono a scendere fino al piano terra e ad arrivare per le strade piene di zombie che circondano il posto: mentre Noah riesce a correre lontano, una Beth comunque sorridente per il suo amico viene ripresa in extremis dalla sicurezza dello Slabtown, tornando "in prigione" nell'ospedale e vedendo, proprio negli ultimi istanti dell'episodio, una barella con sopra Carol dirigersi verso una qualche stanza del posto. Va detto, prima di tutto, che l'episodio rallenta il ritmo forsennato preso fino a questo momento dalla Season Five, e questa è una certezza; ciò non implica, però, un automatico abbassamento del livello di interesse verso questa nuova stagione di The Walking Dead. Era impossibile, infatti, pensare di arrivare alla sosta di Dicembre con la velocità folle che aveva visto già risolte, in appena tre puntate, la questione di Terminus, la sorte di Bob e lo scontro con i Cacciatori. Ok l'azione, ma degli approfondimenti sui personaggi principali, in uno show del genere, mi sembrano necessari, se non addirittura doverosi, quindi mi sento di approvare pienamente la scelta dello showrunner e degli sceneggiatori di "calmare le acque" in questo quarto episodio. Sulla puntata in sé e sui caratteri che ci vengono presentati, il più è presto detto: Don avrà le sue ragioni e, al di là della sua durezza, non persegue certamente uno scopo malvagio. Il problema è la sua cecità nel vedere che il mondo che lei vuole rifondare, attraverso quel piccolo ospedale, è pura utopia: glielo prova a spiegare Beth, ottenendo come risposta un ceffone sul volto, e proprio questa totale chiusura al cambiamento, nelle logiche di TWD, mi suggerisce una sua dipartita non molto lontana.

Il Dottor Edwards tenta di giustificare la sua azione omicida (quella verso l'altro dottore in stato comatoso, non salvato ma addirittura ucciso, con un medicinale sbagliato, somministrato da Beth sotto ordine dello stesso Edwards) con un paragone addirittura bibilico, spiegando di sentirsi un po' come San Pietro quando, pur di non essere crocifisso, sostiene di non conoscere Gesù alle guardie romane: ci sta, dato che ci sta la natura umana e la ricerca disperata dell'autoconservazione; ciò non toglie che, ovviamente, l'indecisione e la vigliaccheria del personaggio vadano a suggerire una sua durata "non proprio lunga" nelle tempistiche del programma.

Resta Noah, descritto in maniera ancora molto vaga (non bastano la sua innocenza e la sua cordialità verso Beth a farne già un personaggio positivo) e la stessa Beth, decisamente più cazzuta del solito e con modi molto più decisi rispetto alle sue vecchie edizioni. Per il momento non la si può che apprezzare, regalandole la credibilità di chi, in fin dei conti, ha trascorso davvero tanto tempo in mezzo a gente Rick, Daryl e compagnia: questo deve pur portare a qualcosa, no?