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Tutti gli appassionati di musica, avranno già notato la capacità ispiratrice dei nomi femminili, che intitolano molte delle canzoni più famose di sempre.

Molto spesso dietro a un nome, che da il titolo ad un brano, ci sono storie che nemmeno immaginiamo, volti che scopriamo, atteggiamenti e pensieri di persone, prima sconosciute, che sentiamo nostri. Dietro ogni canzone si nasconde una piccola storia. Le parole di questi testi, che diventano una parte della nostra intimità, ci raccontano di situazioni che abbiamo già vissuto, di amori che vorremo vivere, di speranze o di relazioni complicate, che qualcuno è riuscito a mettere nero su bianco prima di noi.

Qui di seguito abbiamo scelto di condividere la storia di due canzoni, che sicuramente conoscete.

Angie: Tra le più famose e belle canzone dei Rolling Stones, in cui viene svelato il lato più malinconico e romantico della band.  Il brano uscì come singolo nell’agosto del 1973, con B-side Silver Train, e poi compreso nell’album Goats Head Soup, dello stesso anno.  Angie fu scritta principalmente da Keith Richards, anche se di solito accreditata al tandem compositivo Jagger/Richards. La canzone è una ballata, aperta da un assolo di chitarra acustica, che racconta la fine di un amore e il dolore che ne consegue. Il testo risulta struggente, a tratti lamentoso, ci parla di una donna sicuramente amatissima, ma irraggiungibile. Angie è la storia della fine di un amore, che in realtà non è mai riuscito a concretizzarsi, e che dunque resterà sempre un rimpianto di quello che avrebbe potuto essere. Ma chi era veramente Angie?  Le leggende metropolitane che circolano su questa misteriosa figura femminile, sono davvero infinite.  L’ipotesi più accreditata è che Angie fosse in realtà il nomignolo di Angela Bowie, moglie di David Bowie, e amante di Mick Jagger. Altri complottisti ancora, pensano che si parli di Anita Pallenberg, la donna che spezzò il cuore a ben tre membri della band: Brian Jones, Mick Jagger e Keith Richards.  Probabilmente non sapremo mai chi sia veramente questa Angie, ma forse è meglio così, in fondo l’immortalità di questa canzone è segnata proprio dall’espressione di una condizione umana universale.

Futura: Futura è una canzone che nasce in circostanze molto particolari, è uscita nel 1980, nell’album Dalla, 9 anni prima della caduta del Muro di Berlino. Ed è proprio Berlino una delle protagoniste della canzone.  Il brano ci racconta del sentimento di speranza di due innamorati, uno di Berlino Ovest e l’altra di Berlino Est, da una parte i russi, dall’altra gli americani, e loro in mezzo, speranzosi, ma allo stesso tempo intimoriti da quel futuro incerto. La giovane coppia, in un clima di distruzione, si immagina un futuro senza barriere, una vita nuova, in cui finalmente saranno liberi di amarsi.  Durante una notte, pensano al loro futuro insieme, in cui avranno una figlia che si chiamerà Futura, una bambina che vivrà senza paura, che sarà il frutto della libertà che hanno sempre sognato, e finalmente ottenuto. Futura è una canzone simbolo di speranza verso un avvenire migliore e di un amore che vince le barriere materiali e immateriali della vita. Lo stesso Dalla, in un’intervista raccontò la genesi, alquanto bizzarra, della canzone: “La scrissi una volta che andai a Berlino. Non avevo mai visto il Muro e mi feci portare da un taxi al Charlie Check Point, punto di passaggio tra Berlino est e Berlino Ovest. Mi sedetti su una panchina e mi accesi una sigaretta. Poco dopo si fermò un altro taxi. Ne discese Phil Collins che si sedette nella panchina accanto alla mia e anche lui si mise a fumare una sigaretta. […] Tanto che mi venne la tentazione di avvicinarmi a Collins per conoscerlo, per dirgli che anch'io ero un musicista. Ma non volli spezzare la magia di quel momento. Rimanemmo mezz'ora in silenzio, ognuno per gli affari suoi. In quella mezz'ora scrissi il testo di Futura, la storia di questi due amanti.”