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A Cerisano, un bel paese che dista da Cosenza pochi chilometri, si è conclusa, sabato 10 settembre la 23esima edizione del Festival delle serre.

Tutti i media hanno messo in forte evidenza che quella di quest’anno, per impulso di Lucio Di Gioia, giovane Sindaco di Cerisano, eletto per la prima volta nel passato mese di giugno, può essere identificata come quella del rilancio dell'ormai storico e consolidato festival.

Il format utilizzato ha preso come riferimento quello sperimentato nelle prime edizioni. Gli ultimi anni avevano dato al festival degli “aggiustamenti” che ne avevano fortemente cambiato i caratteri identificativi. Questa 23esima edizione ha ancora una volta fatto diventare protagonisti i vicoli e gli slarghi che insieme al cartellone artistico proposto, sono diventati i veri protagonisti del festival.

I teatri allestiti hanno accolto e stupito i tanti appassionati di musica, teatro, cinema che hanno vissuto con gioia e passione i sette giorni del Festival. Prologo di eccezione  la presentazione di un bel libro, seguita da una sfilata di gioielli del maestro Gerardo Sacco.

I teatri costruiti per la occasione, vere architetture dell’effimero, hanno indirizzato i frequentatori del festival lungo la vicolaia dell’antico borgo delle serre cosentine dando loro la opportunità di incontrare, lungo il loro andare, scorci suggestivi, porticati e cantonali in pietra, illuminati dalla luce fievole di una vecchia lanterna, che da sempre rendono speciale l’antico insediamento appartenuto ai duchi Sersale, antichi padroni del feudo di Cerisano, Marano e Castrolibero.

Il Festival delle serre dal 4 al 10 di settembre ha messo in campo, nelle quattro sezioni (jazz, cinema, teatro e classica) 28 rappresentazioni. Da tutta la Calabria sono stati tanti gli appassionati –soprattutto per seguire la rassegna jazz- che hanno animato la rassegna Cerisanese che si candida a ridiventare il più prestigioso Festival tra i tanti che si svolgono in Calabria.

Artisti del calibro di Roberto Gatto, Joy Garrison, Gianluca Guidi, Daniele Scannapieco hanno divertito ed animato le notti del teatro piano lungo. Enrico Rava, il grande trombettista, nel chiudere il concerto ha detto che si sentiva onorato e commosso di potersi esibire a Cerisano e nel suo bel teatro del jazz.

Sertango, un incontro tra tango e jazz, dopo due pezzi eseguiti da grandi musicisti, ha smesso di essere un concerto per diventare un grande ed unico evento di musica.

La classica del teatro di palazzo Sersale ha avuto grandi riconoscimenti di pubblico.

Sabato notte, Katia Ricciarelli e la giovane vocalist francese Camille Bertault, hanno registrato il tutto esaurito. Il pubblico fortemente “contaminato” dalle due artiste a furia di richieste di bis ha  fatto diventare speciale i concerti della signora di Rovigo e della giovane ragazza venuta in  Calabria da Parigi.

Il Palazzo Sersale, posto alla fine del percorso del Festival, ha aperto cortili e saloni per ospitare interessanti dibattiti ed ospitare mostre di arte varia (ceramica, pittura, scultura, antiquariato) che hanno avuto un grande riscontro, come si usa dire, di pubblico e di critica.

Migliaia di appassionati hanno riempito ogni sera l’antica residenza patrizia che dal 1500 domina il territorio dell’antico feudo.

Tanti gli artisti che hanno esposto:  Aligia, Salemme, Lo Feudo, Stoyanov, Vieytes.

Molto apprezzata la mostra di Franco Maiolino, un medico artista, che riesce con i suoi decollage contaminati da bei versi ad emozionare ed incuriosire. Molti erano interessati alle sue opere, ma l’artista, speriamo solo per ora, non si vuole privare delle cose che fa con tanta passione.

La mostra di Maiolino, per scelta della direzione artistica, era stata allestita nello stesso spazio di quella della architettura non costruita una rassegna, quest’ultima, che riguardava oltre 20 progetti che per motivi diversi non erano arrivati nella fase di cantiere.

Il Festival dopo una settimana abbassa il sipario. Ogni angolo di Cerisano, in questa magiche notti, era anche una degustazione, una enoteca ricercata, un piccolo ristorante dove alle tre della notte si poteva discutere di tutto davanti intorno ad un tagliere di salumi e formaggi e ad un calice di vino rosso.

Il festival sabato sera ha chiuso. A noi, insieme a tanto, ci resta il sorriso di tante ragazze e tanti ragazzi che erano pronti a montare un teatro, a fare una foto, a dare una indicazione. Questo, soprattutto questo, è quello che fa del festival delle serre una cosa davvero speciale.