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Si conclude la XI edizione del Mediterraneo Festival Corto con l'assegnazione del premio Miglior Film che va a "Sola in discesa".

Il cortometraggio di Claudia Di Lascia e Michele Bizzi, ci racconta la storia di una donna, più nello specifico in 6 minuti concentra, in modo efficace, una precisa descrizione di quella che è stata, ed è ancora oggi, la condizione femminile, e dunque la vita di ogni donna. Spiegare la condizione della donna all’interno della società, non è affatto semplice, considerati i moltissimi stereotipi che aleggiano attorno alla sua figura e vista la facilità con cui molti uomini mostrano la loro prepotenza.

Cosa vuol dire tutto ciò osservato dal punto di vista stesso di una donna? A mostrarcelo è proprio questo cortometraggio, girato interamente in soggettiva, o meglio attraverso uno sguardo femminile. In un ascensore simbolico la protagonista si trova a viaggiare a ritroso nel tempo, più l’ascensore scende e più diviene giovane, fino a ritrovarsi bambina. Attraverso questo tragitto in ascensore,  ripercorre diverse fasi ed episodi della sua vita. Ogni volta le porte, aprendosi su un piano diverso, riportano la donna ad un periodo differente: l’età adulta, l’adolescenza, l’infanzia.

Ogni momento è caratterizzato da incontri con uomini diversi che, fisicamente o psicologicamente, hanno abusato di lei. Ogni abuso subito è determinato, e contestualizzato, dall’età che la donna si trova a rivivere: una volta avviene dopo una festa in discoteca da parte di un suo conoscente, un’altra si verifica sul posto di lavoro, da parte del suo capo, fino ad arrivare all’infanzia, dove un bambino si rifiuta di giocare con lei, perché è solamente una femmina. Particolarmente efficace è la scelta dell’ambientazione: un’angusta e claustrofobica ascensore rossa da cui sembra non esistere via d’uscita, che diviene palcoscenico del susseguirsi di questi personaggi loschi e meschini, utile a sviscerare ogni stereotipo, ogni comportamento sbagliato, ogni forma di violenza, verbale o fisica.  

Ben pensato si rivela il titolo del corto “Sola in discesa”, che rappresenta  molto il bene il percorso solitario della protagonista nell’affrontare le violenze e gli abusi che la ostacolano nel corso della vita. Il corto, dunque, ci racconta l’esperienza di una donna, ma allo stesso tempo parla anche di donne diverse, con età diverse e provenienti da ambienti differenti, ma accomunate e legate tra di loro dallo stigma dell’essere donna nella società contemporanea.

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