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In tutta la storia del cinema molteplici sono stati progetti innovativi e di sfida. Tra questi vi è Boyhood di Richard Linklater.

Il film è uscito nel 2014, aggiudicandosi il premio come miglior film drammatico al Golden Globe e miglior regia al Festival di Berlino. Inoltre, ha ottenuto ben 6 candidature ai Premi Oscar 2015, di cui una vinta da Patricia Arquette quale Miglior Attrice non protagonista. L’idea nacque molto prima, nel 2002, e la genialità del regista è stato girare e continuare la lavorazione con lo stesso cast ogni anno, mostrando il reale cambiamento e la crescita degli attori nell’arco di 12 anni, in contemporanei ai personaggi. Di fatto il film doveva inizialmente chiamarsi The Twelve Year Project.

 Le difficoltà incontrate potevano essere tante: impegni degli attori, limitazione del budget o semplicemente la stanchezza dei protagonisti. Alla fine, però, questo pero e proprio progetto di vita è riuscito in maniera eccelsa. Linklater non è nuovo a progetti di film di questo genere; famosa è la sua trilogia Prima dell'alba (1995), Before Sunset - Prima del tramonto (2004) e Before Midnight (2013), per i quali ha ottenuto due candidature agli Oscar.

Il film racconta la storia di Mason, seguendolo da quando è appena un bambino fino alla piena maturità di giovane adulto (dai 6 anni fino all’arrivo al college). Vi sono diverse tappe nella narrazione: la separazione dei genitori, il rapporto conflittuale con la sorella, le amicizie, i vari spostamenti di città in città, gli ulteriori matrimoni falliti della madre e i primi amori. Vengono mostrati suoi cambiamenti le sue passioni, i suoi fallimenti e le vittorie. Interessante è vedere il suo cambiamento nel guardare il mondo, prima con spensieratezza e, nell’adolescenza, con ribellione, fino ad arrivare ad un’autoconoscenza di sé e sicurezza per il futuro.

Poli centrali nella vita del protagonista sono i genitori Mason Sr. E Olivia, interpretati brillantemente da Ethan Hawke e da Patricia Arquette. Il padre è un eterno Peter Pan scapestrato e sognatore, assente nella concreta crescita dei figli, rapportandosi con loro quasi come un amico; anche il padre cambierà nel corso della narrazione acquisendo un po’ di maturità, mostrandosi veramente attaccato ai suoi figli. La madre è totalmente il contrario. Olivia è una donna seria e decisa nel dare un futuro migliore a lei e ai suoi figli. Purtroppo, incapperà in relazioni malsane con uomini pericolosi riuscendo però sempre ad andare avanti, anche grazie all’amore che prova per i suoi ragazzi. Terzo personaggio, che nella narrazione viene pian piano mostrato di meno, è la sorella maggiore Samantha, all’inizio mostrata come una bambina prepotente e fastidiosa. Diventerà col tempo una ragazza responsabile e grata alla sua famiglia, e quasi complice del fratello.

Insieme al cambiamento dei personaggi vengono mostrati i cambiamenti sociali, culturali e politici.  Si vede la nascita dei primi smartphone, di Facebook, il cambiamento della musica passando da Bush e la guerra in Afghanistan all’elezione di Obama. La pellicola è, quindi, anche un racconto dell’America e non solo di una singola persona. Boyhood si configura come Un vero e proprio inno alla vita e al tempo che passa, alla forza interiore e al guardare, nonostante tutto, il mondo che ci circonda con curiosità ed ottimismo.

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