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La rosa di fuoco. Bellissimo soprannome (seppur preso in prestito da difficili vicende sociali) per una Barcellona che all’epoca era davvero accesa e scoppiettante come una fiamma. Ma proprio come il fuoco la città ha in quel periodo una doppia identità: calda e accogliente da una parte, pericolosa dall’altra.

Ferrara - Questo è in qualche modo il volto della capitale catalana in quegli anni, dal 1888 cioè, anno dell’Esposizione Universale che la innalza (o almeno tenta di farlo) al livello delle altre capitali artistiche europee (prima fra tutte Parigi), al 1909 data, com’è noto, drammaticamente legata alla cosiddetta ‘Settimana Tragica’.

Fermenti culturali quindi (riuniti sotto il nome di Modernismo catalano per lo più) che si sviluppano su uno sfondo inquietante fatto di disordini politici e sociali.

E’ in questo ambivalente contesto che si muovono un giovane Pablo Picasso (il quale resterà a Barcellona fino al 1900) e Antoni Gaudì, architetto per eccellenza della città, e assieme a loro tanti altri artisti presenti in mostra e forse ancora troppo poco conosciuti.

Si tratta di un’esposizione originale, come sempre sono quelle organizzate a Palazzo dei Diamanti, che nasce proprio con lo scopo di mettere in luce le varie espressioni artistiche che in quest’arco di tempo, seppur limitato, presero vita.

Tra gli artisti presenti in mostra, oltre ai già citati Picasso e Gaudì, anche Ramon Casas, Santiago Rusiñol, Joaquim Mir, Hermen Anglada Camarasa, Isidre Nonell, Julio González, Adolf Mas, Lluís Masriera. Lettori e interpeti, ognuno secondo il proprio stile e la propria sensibilità, e soprattutto attraverso il proprio ‘medium’, della vivace vita barcellonese, delle sue contraddizioni, dei suoi fermenti artistici e sociali.

Cento ventitré le opere. Dipinti soprattutto, ma anche gioielli, fotografie, grafica, sculture, progetti architettonici: opere accomunate dal fatto di essere tutte percorse dallo stesso bruciante fuoco di rinnovamento, dalla stessa voglia di raccontare, e al contempo supportare, i cambiamenti in atto, ma anche le loro conseguenze, l’altra faccia della modernità, quella che da entusiasmo e fiducia si trasforma in emarginazione, depressione.

I preziosi di Masriera ad esempio, come la bella ‘Spilla con libellula’ (1903 – 1906) in oro, argento, smalto, smeraldi, rubini, platino e diamanti, o l’elegante scultura in marmo bianco di Miquel Blay (1905 circa) intitolata ‘Sogno’, o ancora gli specchi di Casa Milà in vetro smussato su telaio in legno di Antoni Gaudì, realizzati tra il 1906 e il 1910, provenienti dal Musée d’Orsay di Parigi.

Un caleidoscopio di colori e materiali che via via si svela agli occhi del visitatore, attraverso le sette sezioni in cui la mostra è suddivisa: Introduzione; L’architettura modernista: Gaudí e i suoi contemporanei; Lo spazio pubblico; Lo spazio privato; La natura come astrazione; Lucciole. La femme fatale; Blu. I miserabili.

Sempre di Gaudì presenti in mostra due disegni (carboncino, acquerello e gouache) raffiguranti rispettivamente l’interno e l’esterno della ‘Chiesa della Colònia Güell’ (1908-10), mentre di Picasso ricordiamo, tra le altre opere, l’ ‘Autoritratto’ (1899-1900), ‘Povertà (I miserabili)’, ‘I tetti di Barcellona’, entrambi del 1902, e ‘Ragazza in camicia’, (1904-05), questi ultimi appartenenti al cosiddetto Periodo blu.

E poi ancora le stampe fotografiche di Adolf Mas, tutte del 1910, le litografie di Ramon Casas, i ‘Fiori’ in ferro battuto di Julio González.

L’esposizione, a cura di Tomàs Llorens e Boye Llorens, è organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte e dalle Gallerie d'Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara, e sarà aperta al pubblico fino al 19 luglio 2015.

LA ROSA DI FUOCO - La Barcellona di Picasso e Gaudí - 19 aprile/19 luglio 2015 - Ferrara, Palazzo dei Diamanti . Corso Ercole I d'Este 21 – 44121, Ferrara - Aperto tutti i giorni dalle 10.00 alle 20.00 - 0532-244949 - www.palazzodiamanti.it

Didascalie:

1 Ramon Casas: Scena domestica all’aperto, 1892 Olio su tela,, cm 161 x 121 Madrid, Colección Carmen Thyssen-Bornemisza

2 Joaquim Mir: L’abisso, Maiorca, 1901 Olio su tela, cm 175 x 98 Madrid, Colección Carmen Thyssen-Bornemisza

3 Hermenegildo Anglada Camarasa: Champs Elysées, 1904 Olio su tavola, cm 81 x 120 Museu de Montserrat

4 Pablo Picasso: Autoritratto, 1890-1900 Carboncino e gessetto su carta, mm 225 x 165 Barcellona, Museu Picasso. Dono dell’artista, 1970 © Succession Picasso, by SIAE 2015

5 Pablo Picasso: I tetti di Barcellona, 1902 Olio su tela, cm 58,5 x 60,8 Barcellona, Museu Picasso. Dono dell’artista, 1970 © Succession Picasso, by SIAE 2015

6 Ramon Casas: La garrota, 1894 Olio su tela, cm 127 x 166 Madrid, Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía

7 Hermen Anglada Camarasa: Il pavone bianco, 1904 Olio su tela, cm 78,5 x 99,5 Colección Carmen Thyssen-Bornemisza © by SIAE 2015

8 Pablo Picasso: Donna a teatro (Le Divan japonais), 1901 Acquerello e gouache su cartone, cm 39 x 53 Collezione privata © Succession Picasso, by SIAE 2015

9 Pablo Picasso: Ragazza in camicia, 1904-05 Olio su tela, cm 72,7 x 60 Londra, Tate. Lascito C. Frank Stoop, 1933 © Succession Picasso, by SIAE 2015

10 Lluís Masriera: Spilla, c. 1902 Oro, smalto, diamanti, opale e perla, cm 6,5 x 7 Collezione Bagués-Masriera Jewelers

11 Adrià Gual: Atelier Casas & Utrillo. Petite fête flamenca oferte à Vincent d’Indy par ses amis et admirateurs, 11 novembre 1898 Litografia a colori, cm 29 x 24 Barcellona, MAE, Institut del Teatre

12 Ramon Casas: Sífilis, 1900 Litografia a colori, cm 80 x 34,3 Barcellona, Museu Nacional d’Art de Catalunya