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Rovigo - “Il Demone della modernità. Pittori visionari all’alba del secolo breve”. Questo il titolo della mostra che si terrà al Palazzo Roverella di Rovigo fino al 14 giugno di quest’anno. Protagonista dell’originale e ricca esposizione la ‘Modernità’ che, con le sue promesse, i suoi accecanti bagliori, i suoi scacco matto, accompagnò l’Uomo nel delicato passaggio dal familiare Ottocento al nuovo secolo. Come interpretarono gli artisti questa particolare fase di transizione?

Sembra essere questa almeno una delle domande cui la mostra di Rovigo risponde. In che modo affrontarono, mettendo mani ai pennelli, il tortuoso eppure affascinante viaggio dalla realtà che fino a quel momento conoscevano ad una dimensione nuova, dominata dal progresso? Come sempre l’arte, in tutte le sue forme, sa scavare in profondità svelando i più intimi e reconditi pensieri di fronte ad un mondo nuovo che insieme affascina e fa paura. Attrazione e repulsione. Amore e odio. Vita e morte. Come in Giano facce della stessa medaglia.

Ed è proprio tale ambivalenza che gli artisti di questo periodo sembrano raccontare. In modi diversi certo, uniti tutti però dallo stesso comun denominatore che ha a che fare tanto con la crescente industrializzazione e massificazione, quanto con le scoperte in ambito psicologico (l’inconscio) o il bisogno di trovare risposte nell’ultraterreno. In questi anni l’arte si riempie di figure mitologiche recuperate dal passato, di scenari visionari e in alcuni casi apocalittici, di angeli, demoni, e contemporaneamente anche di interpretazioni ironiche e visioni fantastiche e fiabesche.

Molti gli artisti che compaiono con la loro opera nell’esposizione di Palazzo Roverella. La maggior parte più che conosciuti al grande pubblico, altri meno, ma non per questo di minore importanza. Tra questi si ricordano: Franz Von Stuck, Leo Putz, Odillon Redon, Paul Klee, M. Kostantinas Ciurlionis, Max Klinger, Felicien Rops, Oskar Zwintscher, Sascha Schneider, Mirko Rački, Vlaho Bukovac, Ivan Meštrović, Marc Chagall, Gustav Moreau, Hans Unger, Karl Wilhelm Diefenbach, Mario De Maria, Guido Cadorin, Bortolo Sacchi e Alberto Martini.

La mostra è suddivisa in sei sezioni: ‘Sotto il segno di Lucifero’, ‘Luoghi dell’illuminazione e Ziggurat dell’anima’, ‘Angeli e Demoni. Sogni, incubi, visioni’, ‘Il trionfo delle tenebre. Verso l’olocausto mondiale’, ‘Altre metamorfosi’ e ‘Luci(fero) tra i grattaceli’. E proprio quest’ultima sezione, fa piacere dirlo, è dedicata ad un artista italiano, il veneziano Gennaro Favai, e alle sue vedute trasfigurate della città di New York che all’epoca, rubando lo scettro a Parigi, incarnava appieno i nuovi miti della metropoli e del progresso.

‘Il demone della modernità. Pittori visionari all'alba del secolo breve’ è una mostra promossa ed organizzata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo con il Comune di Rovigo, e l’Accademia dei Concordi, a cura di Giandomenico Romanelli.

IL DEMONE DELLA MODERNITÀ. Pittori visionari all'alba del secolo breve Rovigo, Palazzo Roverella, 14 febbraio - 14 giugno 2015 - Palazzo Roverella – Rovigo, Via Laurenti 8/10 - Feriali: 9.00-19.00. Sabato e festivi: 9.00-20.00 Chiuso i lunedì non festivi. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - www.palazzoroverella.com

Mario De Maria, Il Mulino del Diavolo, Olio su carta applicata su tavola – collezione privata

Gennaro Favai, New York, 1930 ca, olio su tavola – collezione privata

Sascha Schneider, Triumph der Finsternis (Trionfo delle tenebre), 1896, olio su tela – collezione privata

Gustav Moreau: Le Voyageur ou Oedipe, voyageur. Musée de La Cour d'Or - Metz Métropole 125 X 95

Hans Unger: Salomé, 1917, Städtische Galerie Dresden - Kunstsammlung, Museen der Stadt Dresden, 135 X 90

Franz von Stuck, Il Peccato, 1900 ca, olio su tela – Zagreb, Museum of Arts and Crafts