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Una delle recenti caratteristiche delle attuali raffigurazioni artistiche é il fatto che le opere tendono a superare i tradizionali fini di relazione e divulgazione con il pubblico per diventare sia un fattore di co-creazione, sia un elemento caratteristico e proprio dell’arte contemporanea.

Questo significa che alcune installazioni, unite ad accorte modalità espositive del curatore, intendono evidenziare il sistema di “reti” che generano il processo creativo dell’artista. Tra questo reticolato vi é, ad esempio il fatto che é mutato il rapporto tra l’arte e la natura. Se la seconda fino a poco tempo addietro é stata prevalentemente una musa privilegiata per quadri o base per composizioni, ora é anche un oggetto per sottolineare (o gridare?) lo sfruttamento e l’usura a cui é sottoposta.

Detto diversamente, gli autori di opere d’arte si stanno facendo paladini di una difesa dell’ambiente e promotori di una differente e più amabile modalità di concepire la nostra realtà. Quanto detto si dipana all’interno di un dialogo e di una confluenza fra i differenti linguaggi delle arti. Questa é la prospettiva  di un ciclo di esposizioni negli storici spazi di Villa Medici a Roma, di cui riportiamo di seguito il comunicato stampa:

Dopo la grande mostra personale organizzata nel 2008 da Richard Peduzzi, Giuseppe Penone torna oggi a Villa Medici con un progetto ideato appositamente per le stanze storiche del cardinale Ferdinando de’ Medici. Dal 16 dicembre 2021 al 27 febbraio 2022; l’artista presenta quattro opere emblematiche della propria poetica: Vaso (1986) in ceramica e gesso, Il vuoto del vaso (2005) in terracotta bianca e radiografie, e Avvolgere la terra – vaso (2005) in terracotta bianca e gesso, il video Ephemeris (2016) e cinque sculture in terracotta e bronzo dal titolo Terra su terra – bacile (2005).

Mentre l’esposizione del 2008 era presentata negli spazi più emblematici e maestosi di Villa Medici, l’artista occupa questa volta un luogo dal carattere più intimo: le stanze private del Cardinale Ferdinando de’ Medici (la stanza degli Elementi, la stanza delle Muse, la stanza degli Amori di Giove). Per questo progetto, Giuseppe Penone cerca di mettere in valore la singolarità degli spazi presentando tre opere che mettono in discussione il materiale e il concetto di scultura. Ne è un esempio l’opera Vaso, composta di una ciotola di ceramica che ospita un vaso di gesso la cui silhouette destrutturata porta l’impronta delle mani dell'artista, facendo eco alle funzioni private, quasi domestiche, del luogo che lo ospita. L'impronta dell'artista si trova anche nell'opera Il vuoto del vaso, una composizione formata da un vaso incorniciato da tre radiografie di mani, che gioca sulla materialità delle forme e sulla loro percezione visiva. Infine, l'incontro tra gesto e materia si ritrova nella terza opera, Avvolgere la terra - vaso (2005), realizzata in terracotta, sintesi di una forma universale che sottolinea il complesso legame tra uomo e natura. La terracotta è il materiale di cui è composto anche il vaso al centro del video Ephemeris, appartenente all’omonimo ciclo del 2016, come pure dei bacili sorretti da basi di bronzo ispirate, anch’esse, a elementi vegetali nella serie Terra su terra – bacile (2005).

Le opere di Giuseppe Penone sono integrate al percorso delle visite guidate di Villa Medici, proponendo così un dialogo fra patrimonio e contemporaneità. Visite guidate in francese, italiano e inglese tutti i giorni escluso il martedì. Per maggiori informazioni sugli orari e le tariffe: villamedici.it

Iniziata nel 2016 sotto la direzione curatoriale di Pier Paolo Pancotto, la serie Art Club presenta a Villa Medici il lavoro di artisti contemporanei internazionali, in uno spirito di apertura alle più svariate forme di creazione. Tra gli artisti esposti di recente: Mircea Cantor, Namsal Siedlecki, Achraf Touloub, Arcangelo Sassolino, Julius von Bismarck, Marinella Senatore, Lili Reynaud-Dewar, Cyprien Gaillard…

villamedici.it/art-club/

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