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Nell’ immaginario comune vi sono molti luoghi comuni relativi alla Cina, ma com’è nella realtà questo gigante asiatico?

Per descrivere su carta le sue innumerevoli sfaccettature si dovrebbero usare fiumi d’inchiostro, mentre con le immagini le differenti angolazioni possono essere illustrate con immediatezza e potenza. Senza dimenticare il fatto che il linguaggio delle immagini non richiede la traduzione, è istantaneamente comprensibile da tutti.  La sostanza di un concetto può quindi essere evidenziata senza l’uso di un testo, bensì attraverso la forza inespressa di una foto. Quanto detto è una delle principali finalità della mostra intitolata: “Viaggio fotografico a 100 miliardi di pixel per la Cina: le città e i cittadini”.

Essa si è tenuta a Roma, nello Spazio Espositivo Tirso, in occasione della visita di Stato in Italia del Presidente cinese Xi Jinping. Essa è stata sponsorizzata dall’Ufficio d’Informazione del Consiglio di Stato Cinese, dall’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia e da China International Publishing Group, ed è stata organizzata da INTERNI China di China Report con la collaborazione del Museo della Capitale, della Camera di Commercio Italo-Cinese e dal Progetto CMR, con la partecipazione di importanti esponenti politici italiani e cinesi. Partendo dalla ricorrenza del settantesimo anniversario della fondazione della Repubblica Popolare Cinese, la mostra ha inteso sollecitare l’osservatore a percorre un coinvolgente percorso in un Paese seducente e multiforme. Nello stesso tempo l’esposizione ha sottolineato i cambiamenti intercorsi in questo lasso di tempo focalizzando l’interesse sulle città e sui loro abitanti.

Detto diversamente, attraverso gli innumerevoli fotogrammi si è potuto notare come la tradizione e la cultura siano stati in grado di influenzare fortemente gli stili di vita di un popolo, passando dai ritmi veloci e vivaci di metropoli moderne come Shanghai alla placida tranquillità delle campagne, poco conosciute, in cui il tempo è ancora cadenzato dalla natura. Si è trattato dell’esposizione di una Cina inusuale, realistica, dal fascino senza tempo della Città Proibita, oppure dell’atmosfera della cerimonia del tè. Sono stati scatti che, osservati nel loro insieme, sono andati oltre le suggestioni turistiche evidenziando i risultati di primo piano ottenuti nel campo dell’innovazione e che hanno permesso a Pechino di raggiungere, come cantavano i Pink Floyd, “The dark side of the moon”.