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L'arte è uno degli strumenti più potenti per rappresentare angoli di mondo e vicende storiche legate ad esso.

Di questi periodi e luoghi alcuni possono essere percepiti in maniera condizionata in quanto le notizie relative ad essi sono giunte a noi attraverso una decisa propaganda diretta dai vertici istituzionali. Diventa quindi fondamentale il ruolo di una scrittrice che sia in grado di intercettare e sottolineare i cambiamenti nella “rivoluzione culturale” di un Paese: la Cina. Nello stesso tempo dovrebbe poter far intuire la personale ricchezza d'animo, il dinamismo interiore.

Se a tutto questo si aggiungesse la dura fatica, pagata con le lacrime, per poter liberamente esprimere la propria creatività, si avrebbero gli elementi dell'ultimo libro di Hu Lanbo. Ella è una giornalista, scrittrice, intellettuale cinese che ha vissuto sulla propria pelle quanto ha raccontato nella sua opera. Riuscita fortunosamente a trasferirsi da piccola in Europa, si è formata a Parigi dove le sono stati assegnati numerosi riconoscimenti tra cui il “Prix de la Vocation” che le è stato consegnato dal Presidente francese François Mitterand. Ha lavorato anche come consulente governativa nel distretto di Fangshan di Pechino. Hu Lanbo conosce ed ama profondamente sia l'Italia che la Cina, da questa duplice passione è nata una rivista bilingue che è un punto di riferimento culturale della comunità cinese nel nostro Paese: “Cina in Italia”.

Di essa è qualificato editore e direttore. Il titolo del romanzo è: “Il sole delle otto del mattino. La storia vera di una ragazza di Pechino e dei suoi amici”. Nell' opera viene descritto il clima storico, culturale e sociale del Celeste Impero durante l'epoca che ha visto come leader Mao Tse Dong: il Grande Balzo in Avanti e la Rivoluzione Culturale. Di questo contesto viene narrato l'uso strumentale della propaganda politica ed il pesante pegno versato dalla comunità con un linguaggio immediato ed elegante, che lascia il piacere della lettura. Attraverso lo sguardo innocente della protagonista, costretta ad abbandonare l'ingenuità di ragazzina da vicende della vita più grandi di lei, prendono corpo le paure e il desiderio di riscatto del popolo cinese.

In controluce si intravede il confronto tra una civiltà millenaria e la nostra unito ad una delle sfide più grandi del Celeste Impero. Il riferimento è alla capacità di rinnovarsi della Cina, liberando le enormi potenziali energie presenti attraverso il raggiungimento della libertà di espressione senza filtri.