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Uno dei temi di cui si parla maggiormente sui media è quello della pace. Ma se si dovesse chiedere cosa essa sia, la risposta più frequente sarebbe assenza di guerra.

In realtà tale definizione coglie solo alcuni aspetti di un termine che è invece molto ampio e ricco di significati. Tra di essi vi è un moto interiore positivo che appaga completamente da un punto di vista spirituale, è capacità di relazionarsi in profondità, è il compimento di un percorso di dialogo fra persone ed istituzioni basato sulla concertazione. Forse è soprattutto una modalità di essere con se stessi e gli altri. Per il cristianesimo, inoltre, ha un senso altissimo in quanto è espressione dell’Amore di Dio. Questo significa che la pace non viene intesa come convenienza, quale elemento di una pacifica convivenza, bensì è il riflesso della dignità riconosciuta all’altro.

Queste possono essere considerate le premesse del seminario “Roma, città della pace con la cooperazione di volontariato e imprese” che si è tenuto nella sede della Rappresentanza Italiana della Commissione Europea a Roma. Tra i qualificati relatori vi sono stati Mons. Lorenzo Leuzzi, Vescovo ausiliario di Roma; il Dott. Vittorio Calaprice della Commissione UE; il Prof. Franz Ciminieri; l’arch. Nella Mustacchio; l’Avv. Federico Ferraro, la Dott.ssa Flaminia Giovannelli, Sottosegretario del Consiglio Pontificio Giustizia e Pace, il Dott. Alessandro Porro. Sono stati numerosi ed interessanti gli spunti emersi nel corso dell’evento il cui fine è stato quello di evidenziare i legami tra il mondo del volontariato e quello dell’imprenditoria e di come questo rapporto sia in grado di porre alcune premesse per la pace. Uno dei punti di maggior rilievo sottolineati è stata l’Agenda 2030 dell’ONU che identifica 17 obiettivi di sviluppo sostenibile. In particolare l’ultimo obiettivo pone l’accento sulla collaborazione tra imprese for profit e quelle non profit ed elevando la responsabilità sociale d’impresa a supporto per la sostenibilità.

Inoltre, forme ibride tra le due tipologie di imprese producono maggiori e migliori risultati in termini economici e sociali; sono in grado di intercettare bisogni inespressi e fornire servizi ad individui che altrimenti non potrebbero usufruirne. Tali considerazioni sono valide soprattutto in riferimento ad ampie zone dell’Africa, che possono essere aiutate tramite alcuni programmi comunitari. Questi ultimi possono sicuramente rappresentare una possibilità di crescita condivisa tra imprese italiane ed altre africane come nel “Progetto Employ” in Etiopia. In questa azione sinergica un ruolo essenziale è rappresentato dalle reti sia nazionali che internazionali grazie alla loro capacità di aggregare individui ed organizzazioni. In questa prospettiva è stata anticipata la prossima costituzione di una “Scuola di arti & mestieri euromediterranea” per contrastare la chiusura delle botteghe storiche e conservare le antiche competenze. Un altro tema di primaria importanza emerso nel corso della serata è stata la conversione di 20.000 testate nucleari di Stati Uniti e Russia in megawatt.

Questo elemento potrebbe rappresentare la base di una analoga conversione delle testate nucleari in energia per lo sviluppo anche in altri Paesi, come stabilito il 7 luglio 2017 dall’Assemblea dell’ONU di New York. Un autorevole sostegno al seminario è giunto con un messaggio di saluto della Sig.ra Maria Romana De Gasperi. Le Associazioni promotrici dell’evento sono state “Scelgo Europa. Rete di cittadini ed associazioni”; “Forum cultura pace e vita”, “Associazione nazionale Pier Giorgio Frassati”, “Progetto Employ – CUP”; “Civiltà dell’Amore”, “CONSOLIDAL”, “Istituto Internazionale di Teologia Pastorale Camillianum”. Tra i qualificati personaggi presenti in sala si ricordano il Presidente della sezione italiana di “Religions for Peace” Lugi De Salvia ed il Presidente dell’Istituto Internazionale delle Federazioni Interculturali Sun Shengde.

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