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Villa Laetitia è una delle perle dell’architettura romana di inizio ‘900. Questa storica villa è stata scelta da Anna Fendi come location per la presentazione del libro “Malaparte. Morte come me”. Esso è candidato al Premio Strega, è scritto dalla coppia anche nella vita, Rita Monaldi e Francesco Sorti.

In questa occasione è stato possibile conoscere piacevolmente la famosa stilista, una donna con una personalità forte e riservata, in grado di illuminare con un accessorio, una spilla, il suo dark look. La serata è cominciata con un’intensa lettura dell’incipit del libro da parte dell’attrice Lunetta Savino. Successivamente Paolo Spirito ha intervistato l’ex Sindaco di Roma, Walter Veltroni, ed i due autori del romanzo.

Ne è derivato un dialogo aperto con risvolti interessanti per una adeguata valutazione sul passato del fascismo con qualche possibile strascico sul presente. Uno dei primi elementi emersi dall’intervista è che la tecnica di scrittura dell’opera è tale da  sembrare scritta da uno dei protagonisti, Curzio Malaparte, anzi, potrebbe essere definito come il romanzo che il famoso giornalista e scrittore avrebbe voluto firmare. La trama si struttura come un giallo con gli elementi che lo caratterizzano quali i colpi di scena, l’ intreccio intrigante, le relazioni tra i personaggi da dipanare, i personaggi non sono quello che sembrano, il tutto inserito in un grande affresco storico. Un’ ispirazione letteraria talentuosa degli autori è stata la collocazione temporale: l’estate del 1939, che diventa un momento letterariamente e storicamente affascinante oltre che malinconico. Questo perché è l’ultimo momento di serenità prima dello scoppio del conflitto mondiale.

Il romanzo segue costantemente un doppio registro: vi è un mondo pieno di possibilità, opportunità, ricchezze, ma c’ è il fantasma della guerra imminente. In tale prospettiva l’iniziale festa a Capri assurge ad icona dello sfascio della struttura  fascista di cui non sempre nel tempo si è tenuto nel dovuto conto il grado di consenso popolare di cui ha goduto per circa venti anni. Attraverso il libro è possibile comprenderne sia le basi che le ambiguità e molteplicità.  L’espediente letterario di affidare a Malaparte il ruolo di voce narrante, evidenzia un elemento che è  descritto in maniera raffinata: l’architettura e l’intreccio delle false verità.

Un esempio si ha in riferimento alla morte di una giovane inglese, Pamela Reynolds, di cui è accusato (solo letterariamente) Malaparte, il quale dovrà svolgere un’ indagine personale per dimostrare la propria innocenza. Nelle ricerche preparatorie del libro, tra gli altri elementi, gli autori sono giunti alla conclusione che vi è stato sostanzialmente un tentativo di insabbiamento, come suggerito dalla foto generalmente diffusa della vittima, manipolata in modo da trasformare una florida e gioviale ragazza in una smunta e depressa. Per la stesura del romanzo, è stata svolta un’accurata indagine storico – politica con l’ausilio anche di periti del Tribunale di Napoli. 

Da queste ricerche è emerso che la concreta morte della Reynolds è avvenuta in un altrettanto reale contesto molto particolare e complicato. In esso si intrecciano gli interessi di gerarchi tedeschi, di rivoluzionari russi, inglesi, polizia fascista, con ipotetiche contaminazioni sataniste. Questa mescolanza, resa possibile dall’ambiente cosmopolita di Capri dell’epoca prima della guerra, è ancora parzialmente avvolta dall’ombra. Inoltre, in base agli elementi scoperti dagli autori del libro, forse sarà riesumata la salma della giovane uccisa in circostanze che inducono forti dubbi sulla versione ufficiale per cercare di chiarire, se possibile, la verità in base ai resti della Reynolds.

La presentazione si è conclusa con una degustazione della collezione di vini che Anna Fendi ha selezionato nel corso del tempo con l’ausilio di esperti del settore. Si tratta di vini citati nel romanzo, prodotti da vitigni e cantine di nicchia e d’eccellenza, distribuiti in Cina, Malesia, Giappone, Regno Unito, Polonia e SudAmerica.